25.10.2020  17:03

Nuovo DPCM: tutti concordi nel ritenerlo "la morte delle imprese"

di Monica Campani
Le reazioni di Confcommercio, Confesercenti e Confartigianato


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Data della notizia:  25.10.2020  17:03

Chiusure di ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie alle 18 nei giorni feriali e la domenica. Stop a cinema, teatri, casinò, sale scommesse, a palestre, piscine, centri benessere e centri termali. Sospese anche le feste dopo i matrimoni. Sono alcune delle misure prese con il nuovo Dpcm firmato da Conte per contrastare la diffusione dei contagi. Non si sono fatte attendere le reazioni di Confcommercio, Confesercenti e Confartigianato.

Anna Lapini, presidente di Confcommercio Toscana: “Un Dpcm che si accanisce ingiustamente contro le imprese anziché prendere provvedimenti incisivi sul buon funzionamento delle strutture e dei servizi pubblici, dal trasporto alla sanità. Il Governo si ostina a considerare gli imprenditori come 'untori', quando invece sono la forza del nostro Paese e, soprattutto, quando potrebbero essere individuati altrove i comportamenti realmente irresponsabili ai fini della lotta alla pandemia. Colpisce al cuore la parte sana e pulsante della nostra Italia, lasciando invece irrisolti molti nodi cruciali della battaglia al Covid 19. Che va combattuta con tutte le armi, è vero, ma non sparando agli alleati. I Dpcm sono fuoco amico sulle imprese”,

Mario Checcaglini, direttore Confesercenti di Arezzo: "La tutela sanitaria di ogni cittadino è la priorità ma deve essere scongiurarla con scelte che non distruggano l'economia; è questa la vera sfida, questo è l'obbligo di un governo che si definisce del ‘popolo’. Purtroppo il provvedimento emanato dal governo non ha tenuto in nessun conto i problemi segnalati dalle associazioni di categoria, prima di tutto la nostra. In questo scenario - prosegue Checcaglini si è comunque  scelto di gettare la croce addosso a ristoranti, ai bar e agli ambulanti che fanno le fiere. Ma questo non può nascondere il fallimento della gestione di questa seconda fase. I ristoratori non possono pagare le colpe della politica. Alla chiusura delle attività è evidente che corrisponde una conseguenza disastrosa".

Alessandro Sorani, presidente Confartigianato imprese Firenze: "Questo decreto è una vera e propria  condanna a morte per tanti ristoranti, pasticcerie, bar e gelaterie. Per colmare l’incapacità evidente del Governo  di garantire il rispetto delle normative continuano ad accanirsi contro queste categorie di lavoratori. E’  assurdo. Come ripartiremo dopo questo tracollo non è dato saperlo. Sono stati annunciati generici indennizzi. Noi chiediamo a partire da ora contributi a fondo perduto sulla base del fatturato dell’anno precedente,  il blocco totale delle tasse e delle cartelle esattoriali per il settore, lo stop ai mutui e finanziamenti, supporto per gli affitti e ovviamente la proroga della cassa integrazione a tutela del lavoro”. 

 

 

 

 

Cronaca / Economia

 
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