14.02.2014  11:00

“Noi non ci sentiamo sicuri”. La situazione idrogeologica di Ricasoli preoccupa i residenti

di Federica Crini
Tre residenti della frazione alle porte di Montevarchi ci hanno condotto a osservare da vicino la situazione della collina: movimenti di terra su entrambi i versanti fino a pochi giorni fa, il cantiere delle opere avviato, una situazione instabile e in continua evoluzione. “Siamo preoccupati e allo stesso tempo stanchi, l’impressione è che gli interventi effettuati per ora non migliorino la condizione”


Gli ultimi movimenti di terra risalgono a tre giorni fa. La pioggia caduta e assorbita dal terreno non lascia tranquilli i residenti di Ricasoli, la frazione alle porte di Montevarchi. La situazione delle frane che circondano la collina, dove vivono circa un centinaio di persone, mette in evidenza un’instabilità preoccupante e in continua evoluzione.
 
“Prima di tutto parliamo non di una, ma di più frane, perché questa è la verità”, racconta Mariarosaria, insieme a Vincenzo e Rosanna che ci conducono a osservare da vicino i punti più critici. “La parte peggiore è nel versante settentrionale, dove c’è il cantiere avviato, ma anche dalla parte opposta alcune zone del terreno stanno cedendo. E noi non riusciamo a dormire tranquilli: cosa potrebbe succedere ancora alla collina di Ricasoli?”.
 
Addirittura una delle abitazioni sul versante opposto, a sud, verso la via Chiantigiana, “è stata allertata recentemente dalla Protezione Civile perché preoccupati dal rischio che comporta l’area”. L’evoluzione dura ormai da almeno due anni, ma in realtà la storia delle frane a Ricasoli inizia ben prima, nel 2001. Poi, negli ultimi anni, è stato avviato il percorso per la realizzazione del nuovo progetto, il bando e l’affidamento dell’opera alla seconda classificata Cooperativa Agricola Forestale Alto Valdarno di Pian di Scò e alla fine gli operai sono arrivati alla fine del mese di agosto.
 
“L’impressione è che gli interventi effettuati fino a ora stiano peggiorando la situazione: si è aperta una nuova voragine, la terrazza di casa di Rosanna si affaccia sulla parte del versante critico e, soprattutto, al di sotto del cemento c’è un vero e proprio buco che si è formato nei giorni scorsi dopo nuovi movimenti di terra”, spiegano Vincenzo e Mariarosaria, preoccupati e stanchi ormai di questa condizione.
 
“Secondo noi è stata un po’ sottovalutata la gravità della situazione”, commenta Vincenzo, che ci conduce anche verso un’altra strada secondaria di accesso alla frazione, ormai chiusa e inagibile alle auto dalla settimana scorsa. “Abbiamo dovuto effettuare alcuni piccoli interventi nei mesi scorsi: la mia famiglia ha montato dei pali per fermare il movimento sotto il mio piazzale, qualche anno fa sono stati realizzati dei muretti al di sotto della parete in cui stanno lavorando”, aggiunge Mariarosaria.
 
Nell’area del cantiere, nel versante settentrionale, si nota bene una ruspa gialla ferma, abbandonata, perché la strada di accesso è bloccata dalla terra che si è mossa ultimamente. “Hanno lavorato in un punto, lasciando scoperto dove avevano disboscato: hanno effettuato delle sorte di terrazzamenti e hanno sistemato delle reti, ma al di sotto di queste la terra ricomincia a muoversi con la pioggia di questi mesi e degli ultimi giorni. Noi preferivamo che continuassero con la tecnica usata dopo la prima frana del 2001, perché sembrava che fosse stata raggiunta una certa stabilità”.
 
“La settimana scorsa li abbiamo sollecitati a tornare sul cantiere per vedere come era nuovamente cambiato il profilo della collina”, spiega Rosanna. “Ora è tutto fermo più o meno da dicembre, perché la stagione e gli eventi atmosferici non contribuiscono a portare avanti il lavoro degli operai”. Lunedì scorso l’ultimo sopralluogo dei tecnici e responsabili del cantiere. Un’altra questione si chiedono i residenti: se per l’opera sono stati stanziati circa 1 milione e 300 mila euro, perché ne risultano impiegati invece poco più di 800.000?
 
C’è un altro problema serio: il convoglio delle acque e le fognature. L’incarico è stato affidato a Publiacqua, ma l’intervento è stato minino senza benefici per il paese. “Inoltre, siamo certi che la cisterna della frazione perda acqua e dopo i lavori al versante settentrionale, ora questa inizia a filtrare anche dalla parte opposta e si vede bene nel muro su via da Coltibuono, con due spacchi e l’umidità che trapassa. Sta diventando una storia infinita”, dichiarano sconsolati.
 
Ultima tappa è la strada che portava alla zona del campo sportivo, come la chiamano i residenti: nei giorni scorsi si sono aperte delle voragini, la via si è abbassata, non consentendo più il passaggio dei veicoli. “Lunedì sera mio marito e altre persone sono intervenute per spostare un’auto che era rimasta parcheggiata vicino all’orto adiacente la strada, bloccata dalla terra in movimento”.
 
“Noi continueremo a chiedere la necessità urgente di mettere in sicurezza tutta la collina di Ricasoli, siamo preoccupati e allo stesso tempo amareggiati e delusi”, concludono Vincenzo, Mariarosaria e Rosanna. Un’altra preoccupazione riguarda i prossimi mesi primaverili, poiché potrebbero portare nuovi giorni di pioggia e nuovi seri timori su possibili movimenti di terra.
 

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