07.03.2017  18:09

Nervi tesi nel Pd dopo le accuse di Lorenzini. Il vicesegretario Ermini: "Ha sbagliato a non esprimerle in assemblea"

di Eugenio Bini
Parla il vicesegretario del Pd rignanese, Antonio Ermini: "Il sindaco doveva esprimere i propri dubbi nell'assemblea degli iscritti. Adesso, oltre a provare una ricomposizione, sarà necessario anche valutare ipotesi alternative"


Le parole di fuoco utilizzate in conferenza stampa, ieri mattina, dal sindaco di Rignano Daniele Lorenzini rischiano di creare un terremoto politico in vista delle prossime amministrative.

L'assemblea degli iscritti, in programma ieri sera, è stata rinviata a data da destinarsi: "Non abbiamo bisogno di show in questo momento" spiega Antonio Ermini, vicesegretario del partito, l'unico a prendere la parola per commentare questo momento di difficoltà e con il paese invaso dai media nazionali per il caso Consip che sta avendo ripercussioni anche a livello locale. La tensione tra i dem è palpabile dopo la presa di posizione del primo cittadino.

"Lorenzini - sottolinea Ermini - ha esposto alcuni problemi che possono essere anche condivisibili, ma ha sbagliato la forma: doveva esporli in assemblea, soprattutto dopo che ha accolto la richiesta all'unanimità del partito di ricandidarsi. Le questioni che solleva sulla situazione nazionale sull'unità del Pd e sulla proposta di correre senza simbolo dovevano essere affrontate con gli iscritti. C'erano gli spazi per una mediazione e una sintesi".  

Il vicesegretario esprime amarezza: "Due settimane fa eravamo in una situazione invidiabile. Il partito aveva un candidato forte che in questi anni ha governato bene e che ha progetti importanti per il futuro già in cantiere, penso alla circonvallazione di Troghi e alle altre grandi opere, comprese le piste ciclabili. Ora è cambiato tutto e tutto è stato rimesso in discussione".

Non si sbilancia sulle prossime mosse: "Spero personalmente che ci sia la possibilità di ricucire, ma non so quali siano gli spazi: per questo nei prossimi giorni oltre a provare una mediazione sarà necessario anche valutare ipotesi alternative". E a domanda se siano le primarie la soluzione, il vicesegretario risponde: "Sono un sostenitore di questo strumento, ma non penso proprio che questo sia il momento per ulteriori divisioni".

Così come non rivela le intenzioni dell'attuale segretario Tiziano Renzi, che potrebbe rassegnare le dimissioni: "Non so cosa intenda fare. Penso che le sue decisioni le comunicherà prima all'assemblea degli iscritti". 

 

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