13.03.2017  13:36

Moda, il settore 'regge' grazie alle imprese straniere: sono la metà. I risultati dell'indagine di Cna Toscana

di Glenda Venturini
Presentati i risultati dell’indagine “Le imprese della Moda in Toscana” promossa da Cna, che ha interessato pelletterie, imprese di abbigliamento e tessili di tutte le province toscane, in particolare Firenze, Prato e Arezzo. Dal punto di vista numerico, il settore si mantiene grazie al 49% di aziende straniere; sulla qualità, diversificazione ed efficienza rappresentano i fattori chiave per la crescita. Tra i casi di successo, un'azienda valdarnese


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Data della notizia:  13.03.2017  13:36

Le aziende artigiane della moda con titolare straniero, in Toscana, sono ormai la metà: il 49,2% per la precisione. Ed è anche grazie a questo che, almeno dal punto di vista numerico e quantitativo, il settore per ora 'regge', nonostante i duri colpi della crisi. Sulla qualità, invece, il discorso è diverso: solo chi investe, specializza, si differenzia e rende più efficienti le sue lavorazioni, riesce ad andare avanti con successo.

A fare il punto della situazione è stata un’indagine sull’artigianato e le piccole imprese del settore moda, realizzata da Cna Toscana raccogliendo 127 questionari di pelletterie, imprese di abbigliamento (incluso la maglieria) e tessili di tutte le province toscane, in particolare Firenze, Prato e Arezzo. Su 127, in particolare sono una settantina quelle concentrate fra le province di Arezzo e Firenze: e il Valdarno, zona particolarmente vocata per il settore della moda, è infatti sede di moltissime aziende di questo comparto, la maggior parte contoterziste.

La presentazione dell’indagine si è tenuta giovedì 9 marzo nella sede Cna Toscana alla presenza di numerose imprese del settore e dell’Assessore regionale allo sviluppo economico, Stefano Ciuoffo. Dopo l’apertura dei lavori a cura del presidente Cna Toscana Valter Tamburini, i risultati dell’indagine sono stati presentati da Andrea Manuelli e Alessio Monticelli, ricercatori LocalGlobal; quindi il presidente Cna Federmoda Toscana Marco Landi e  Francesca Mazzocchi, coordinatrice Cna Federmoda Toscana, hanno illustrato alcune proposte per le imprese del settore moda dirette alla Regione Toscana. Nell'occasione presentati anche due casi virtuosi: uno è quello della Confezioni Bilò di Levane, guidata da Franca Binazzi, che ha presentato dunque la propria esperienza di impresa con buoni parametri di crescita e di dinamica che può fornire un modello ispiratore anche per le altre aziende. 

Tornando ai dati emersi dall'indagine, si conferma la cronica difficoltà delle imprese terziste della moda, "ma non si può parlare di crisi generalizzata", spiega Cna. Diversificazione ed efficienza rappresentano i motori di crescita, dove l’efficienza passa anche dalla valorizzazione delle risorse umane che, in settori in cui la presenza femminile è molto alta, "necessitano di trovare soluzioni più soddisfacenti per il conflitto lavoro-maternità". 

Rimane poi il problema di un maggiore inserimento dei giovani, che va di pari passo con il dato relativo alle aziende straniere: Cna spiega che "per garantire una continuità aziendale dell’artigianato della moda ad imprenditorialità italiana, si debba lavorare all'inserimento dei giovani; l’analisi quantitativa ha mostrato infatti come questo settore ‘regga’, come consistenza, solo grazie alle imprese artigiane a titolarità straniera (49,2%). Ma vi sono opportunità di crescita aziendale e di sviluppo anche per l’artigianato a imprenditorialità nazionale, come dimostrato dall’indagine qualitativa". 

Attenzione all’efficienza, personale giovane, macchinari recenti e orientamento all’innovazione: su questo dovrebbero puntare i contoterzisti della moda per garantirsi una prospettiva futura. Altra questione aperta, e che tocca da vicino molte aziende valdarnesi del settore, è quella relativa alla "necessaria ricerca di nuova committenza per ridurre i rischi del portafoglio cliente, ed in particolare uscire dalla mono-committenza, anche se questa è apparentemente più remunerativa e certamente più facile da gestire nel breve termine". Sono sempre di più, infatti, le aziende artigiane del comparto che operano per un solo committente, spesso gruppi di alta moda. 

"Il contoterzismo della moda toscana attraversa una fase di trasformazione, più che di crisi generalizzata. In esso sono in atto rilevanti processi di trasformazione per cercare di superare problemi vecchi insieme alle più recenti difficoltà dovute al mercato e alla riorganizzazione complessiva dei processi produttivi". Alla luce di questi dati, Cna Toscana ha lanciato alcune proposte: "Alla Regione, in particolare, chiediamo strumenti di formazione per gli imprenditori semplici e efficaci; prevedere crediti di imposta sulle imposte regionali per le aziende che subiscono una incidenza forte dei costi legati alla maternità; aumentare la dotazione finanziaria dei bandi di microinnovazione". 

Economia

 
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