02.03.2013  19:00

Il Pentolaio di Matassino torna a correre al cinema. "Mi chiamava Valerio", il film sulla vita del gregario di Coppi

di Eugenio Bini
Le gesta di Valeriano Falsini diventano un film. Un gruppo di valdarnesi ha voluto così rendere omaggio allo storico gregario del Campionissimo. L'opera è stata per la prima volta presentata ieri a Firenze alla Fortezza da Basso, in occasione di Bicifi. Una vetrina prestigiosa per far conoscere uno dei volti più importanti del territorio. Entro l'estate saranno completate le riprese.


trailer "Mi chiamava Valerio" di Ara Solis, Fresnel Multimedia e Gruppo della Pieve

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Data della notizia:  02.03.2013  19:00

“Mi chiamava Valerio”. E’ questo il titolo del film dedicato interamente al Pentolaio che sarà pronto per essere proiettato prima del mondiale di ciclismo che si svolgerà a Firenze. Un’opera che vuole rendere omaggio a Valeriano Falsini e che è stata per la prima volta presentata ieri a Firenze alla Fortezza da Basso, in occasione di Bicifi. Per l’occasione erano presenti anche il grande saggio del ciclismo Alfredo Martini e la vicesindaco di Reggello, Adele Bartolini.

Una vetrina quindi prestigiosa per far conoscere un volto storico del Valdarno: il Pentolaio di Matassino, ad 84 anni, rappresenta infatti l’anima più autentica del ciclismo, in un territorio da sempre molto legato a questo sport.

C’era ovviamente anche lui,  Valeriano, passato alla storia come l’unico gregario toscano di Coppi, un po’ emozionato ma esuberante come sempre nonostante gli acciacchi dell’età. Ha portato con sé le immancabili “reliquie” di quell’epoca storica: la maglia bianco celeste della Bianchi e la bicicletta con la quale l’Airone vinse il Tour del ‘52.

La sua del resto è la storia di un gregario rimasto sempre fedele, nonostante le disgrazie e nonostante  tutti questi anni, al suo capitano, Fausto Coppi il Campionissimo, tanto da recarsi ogni  anno a Castellania per rendergli omaggio. A Firenze è stato presentato il trailer mentre le riprese verranno portate avanti e concluse entro la primavera con alcune scene girate anche all’Isola D’Elba. L’idea è nata da Patrizio Bonciani, il regista, e ha visto il prezioso contributo di Ara Solis,  Fresnel Multimedia con Igor Biddau (produttore esecutivo) e il gruppo teatrale della Pieve, con la sceneggiatura di Maria Italia Lanzarini.

Il ruolo di protagonista è stato invece affidato a Riccardo Sati. “Si tratta di una storia non positiva dal punto di vista sportivo in quanto il Pentolaio è stato costretto a ritirarsi giovanissimo per una brutta artrosi – hanno spiegato i promotori dell’iniziativa - ma sicuramente bella e toccante dal punto di vista umano. Valeriano è stato un ragazzo pieno di sogni e di aspettative che, nel periodo del secondo dopoguerra, ha voluto  emanciparsi grazie al suo talento”.

Il film ha il pregio, quindi, di voler restituire un alto valore pedagogico allo sport e in particolar modo al ciclismo. Una disciplina finita, con troppa frequenza, nelle pagine di cronaca nera.  

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