08.10.2020  13:33

Metalmeccanici, scioperi spontanei dopo lo stop alle trattative per il contratto. In Valdarno ai cancelli della Betamotor

di Glenda Venturini
Alla notizia della interruzione della trattativa per il contratto nazionale dei metalmeccanici in molte fabbriche della provincia di Firenze lavoratrici e lavoratori hanno deciso spontaneamente di effettuare scioperi e assemblee. In Valdarno operai di Bekaert, Betamotor, ma anche di altre fabbriche, si sono ritrovati in Pian dell'Isola


(foto da facebook - S. Fierucci)

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Data della notizia:  08.10.2020  13:33

Si è interrotta ieri la trattativa tra Federmeccanica-Assistal e i sindacati sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro che riguarda 1 milione e 400mila lavoratori metalmeccanici. Dopo un anno di lavoro e di incontro, il tavolo è saltato sulla questione salariale. Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato lo stato di agitazione e il blocco delle flessibilità e degli straordinari; e oggi dilaga la protesta spontanea dei lavoratori "in risposta  - commenta la Fiom Cgil - all’arroganza di Federmeccanica, che pensa che la competitività non debba fornire elementi di certezza e di tutela per i lavoratori. I metalmeccanici e le metalmeccaniche rivendicano il rinnovo del contratto, lo vogliono ora e vogliono che porti più salario nelle loro buste paga". 

In Valdarno fiorentino gli operai di Betamotor, Ciesse, Bertolotti, B&C Speakers ma anche i lavoratori Bekaert oggi in vertenza hanno organizzato nella tarda mattinata di oggi un presidio davanti ai cancelli della Betamotor a Rignano. 

“E’ nostra convinzione che il rinnovo del CCNL debba essere un elemento di certezza, soprattutto in un momento così complicato per il nostro Paese. Il CCNL deve dare adeguate risposte sia salariali che normative, pertanto è inaccettabile pensare che il contatto nazionale possa diminuire i diritti e il salario dei lavoratori, come vuole invece imporre Federmeccanica”, si legge nelle prese di posizione ufficiali che arrivano dalle diverse fabbriche della provincia.

Duro il Segretario generale Fiom Cgil Firenze Daniele Calosi: “Oggi i lavoratori metalmeccanici della provincia di Firenze hanno dimostrato che non vanno sfidati. Non riconoscere il rinnovo del contratto alle persone che per vivere devono lavorare è negare loro la dignità. Dobbiamo contrastare l'intransigenza di Confindustria e di Federmeccanica, più convinti che mai della necessità di una redistribuzione che tenga insieme i lavoratori senza distinzioni. Come Fiom Cgil di Firenze, il nostro compito è garantire la salute e sicurezza sui luoghi del lavoro e assicurare una prospettiva alle realtà industriali della provincia attraverso il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici. Non dimentichiamoci che sono loro che, in questi anni e durante questa pandemia, hanno dato un contribuito fondamentale per mantenere in vita il sistema industriale, produttivo e manifatturiero in Italia. Sono loro a mandare avanti questo Paese”.

Il Segretario Generale Fiom Cgil Toscana Massimo Braccini commenta: "A seguito della risposta di Federmeccanica sul rinnovo del contratto, dove di fatto non vogliono riconoscere aumenti salariali ai lavoratori, in Toscana molte RSU si sono riunite per valutare quali iniziative di mobilitazione proclamare. Nella giornata di oggi sono previsti scioperi in importanti aziende della provincia di Firenze e, nei prossimi giorni, anche ad Arezzo, Siena, Pistoia e Piombino. Federmeccanica deve assumersi la responsabilità di aver interrotto il negoziato. Il Ccnl in Toscana riguarda 127.000 lavoratori e costituisce ancora oggi la più seria garanzia di progresso civile".

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