12.03.2015  16:31

Mentre si parla della riforma sanitaria regionale, rischia di svuotarsi il Monoblocco e di non avere futuro il Serristori

di Monica Campani
A determinare le sorti del monoblocco della Gruccia e del Serristori potrebbe essere il regolamento, approvato il 13 gennaio scorso, dalla Conferenza Stato - Regioni, per la "Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera"


Da una parte la riforma sanitaria della Regione Toscana che abbatte il numero delle Asl facendole passare a 3, dall'altra lo Stato che definisce standard e regole delle strutture ospedaliere e che potrebbe infliggere un duro colpo al monoblocco della Gruccia e al Serristori di Figline. 

Il 13 gennaio scorso la Conferenza Stato - Regioni ha approvato il regolamento "Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera", parte del decreto attuativo del Ministero della salute della legge sulla spending review. 

Il regolamento suddivide gli ospedali in tre categorie in base al bacino di utenza: da 80.000 a 150.000, da 150.000 a 300.000 e da 600.000 a 1.200.000. Il monoblocco rientra nel primo livello, quello di base che comprende: pronto soccorso con letti di osservazione breve intensiva, medicina interna, chirurgia generale, ortopedia, anestesia, servizi di supporto in rete di guardia attiva e/o in regime di pronta disponibilità h24 di radiologia, laboratorio, emoteca.

Non si parla dei reparti di pediatria, ostetricia e ginecologia, rianimazione, cardiologia, medicina d'urgenza, e oncologia. 

La riforma sanitaria della Regione Toscana entrerà in vigore dal primo gennaio 2016 ma dal primo luglio di quest'anno inizierà l'iter che intanto vedrà gli attuali direttori generali diventare commissari per traghettare le nuove realtà all'anno nuovo.

Nel frattempo in Valdarno qualcosa si sta muovendo. Si sta costituendo infatti un comitato per la salute pubblica, del Valdarno aretino e fiorentino, che sta cercando di raccogliere le adesioni da parte del mondo politico, sociale, e dei cittadini. L'unica alternativa per scongiurare, secondo i promotori, l'attuazione del regolamento è quella di ricompattare il Valdarno sul fronte della sanità e raggiungere il numero di abitanti capace di passare al livello 1 dei presidi, quello cioè che permetterebbe di mantenere il monoblocco della Gruccia e il Serristori di Figline.
Aggiornamenti
Più di una settimana fa
Aggiornamento
Sulle ricadute del regolamento della Conferenza Stato - Regioni interviene il Libero movimento Prima Montevarchi: "Montevarchi ed il Valdarno sono toccati in primis. Sulla scorta di detto regolamento l’ospedale della Gruccia, cosiddetto del Valdarno (o dei 2/3 del Valdarno), è inserito nella fascia dei bacini di utenza da 80.000 a 150.000 abitanti; quella identificata come strutturata sui livelli sanitari di base. Se volessimo rendere l’idea nuda e cruda un pronto soccorso e poco più. Insomma, scompariranno, se non ci saranno cambiamenti molte di quelle specialità che con fatica e mobilitazione si era riusciti a mantenere in Valdarno. Se non ci saranno modificativi alla legge sanitaria regionale che Rossi sta cercando di portare all’approvazione i cittadini valdarnesi si troveranno di fronte a problematiche sanitarie al confronto delle quali, quelle che si conclamano adesso, saranno quisquiglie. Prima Montevarchi chiede a Grasso e a tutte le componenti del consiglio comunale di convocare subito un consiglio comunale aperto per trattare il tema sanità al quale invitare i vertici Asl. Vedremo se l’insipienza amministrativa lascerà questa richiesta senza risposte. Sulla salute non si scherza e non si fanno teatrini politici"

Politica / Sociale

 
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