26.11.2017  10:51

Mensa, approvato Ordine del giorno della maggioranza. Critiche all'opposizione: "Interessata solo a strumentalizzare"

di Glenda Venturini
Lungo confronto in consiglio comunale sul caso mensa, che ha visto maggioranza e opposizioni ribadire le loro posizioni, profondamente distanti sul metodo. Approvato dalla maggioranza un Ordine del giorno che trae spunto dalla Proposta di legge di De Girolamo


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Data della notizia:  26.11.2017  10:51

Due posizioni profondamente distanti, quelle di maggioranza e opposizione, sul caso mensa che ha fatto tanto discutere a Montevarchi: nell'ultimo Consiglio comunale sono rimaste evidenti le distanze che sono relative soprattutto al metodo adottato dall'amministrazione comunale per combattere le morosità, e che non è stato condiviso da nessun membro di minoranza. 

Nel corso della seduta è stato approvato a maggioranza l'ordine del giorno presentato dai gruppi Montevarchi in Salute, Prima Montevarchi, Forza Italia e Lega Nord per "una mensa che diventi un servizio pubblico essenziale", rimarcando così l'obiettivo della proposta di legge presentata, proprio a Montevarchi, dall'onorevole di Forza Italia Nunzia De Girolamo. 

Oggi i capigruppo di maggioranza attaccano però l'opposizione: "Con stupore, abbiamo assistito all'assenza in aula di quasi tutta l'opposizione vista l'ora tarda raggiunta. Ne abbiamo dedotto che sia stato più interessante per loro avere alimentato la strumentalizzazione politica, che il confronto costruttivo in consiglio comunale. Per questa opposizione è stato meglio cercare di fomentare le piazze della protesta, rimaste però deserte, che chiedere ai consiglieri regionali o ai parlamentari di intervenire con una modifica alla legge per rendere la mensa un servizio garantito a tutti. Per fortuna questo modo di intendere la politica non ci appartiene".

I capigruppo di maggioranza ricordano le norme in vigore che regolano il settore e quello che è accaduto nelle mense di Montevarchi: "La legge del 1983 è chiara: le mense scolastiche sono un servizio a domanda individuale, non obbligatorio per la famiglia. A maggio abbiamo approvato in consiglio comunale un regolamento sulla mensa che, rispetto a quello del 1996 la cui mancata osservazione ha prodotto la voragine di oltre mezzo milione di euro,  prevede per i morosi 30 giorni di comporto prima della sospensione del servizio. Con pane, olio e frutta, il Comune è intervenuto a garanzia del minore, decidendo di non interrompere l'erogazione del pasto, sebbene il genitore moroso, più volte avvertito, non avesse provveduto neppure alla fornitura del pasto domestico".

"L'assenza del dibattito in consiglio - chiudono i rappresentanti della maggioranza - conferma che non c'è stato alcun interesse verso i bambini, dopo la giustificazione per l'irresponsabilità genitoriale. Il mancato pagamento dei furbetti, purtroppo, si spalma sui più bisognosi, creando sacche di privilegio, per noi, inaccettabili. Per questo abbiamo impegnato il sindaco e la giunta a farsi portavoce trasversalmente presso le rappresentanze istituzionali competenti, affinché la mensa diventi servizio pubblico essenziale, quindi legato all'obbligatorietà scolastica e al diritto allo studio. Peccato, l'opposizione ha perso ancora un'occasione per schierarsi a favore dell'uguaglianza e dell'equità sociale".
 

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