Trenta gradi e umidità all'80%, migliaia di ritiri e tempi altissimi anche per i professionisti. Ma i valdarnesi della Rinascita International arrivano tutti al traguardo.
Una maratona non è mai una passeggiata. Dura come stavolta però lo è stata di rado: caldo infernale, ritiri a non finire e tempi altissimi anche tra i professionisti, ma
i valdarnesi della Rinascita International hanno tutti portato a termine la 116°
Maratona di Boston, la più antica (eccezion fatta per quella originale) e tra le più prestigiose del mondo.
Si è corso in condizioni climatiche proibitive, con la temperatura che a tratti ha superato i 30 gradi centigradi e un tasso di umidità nell’aria che sfiorava l’80%. Gli organizzatori stessi alla vigilia avevano sconsigliato la partenza ai non professionisti. In 4.300 hanno accettato il consiglio, ma altri 22.400 si sono regolarmente presentati alla partenza. Una corsa sfiancante anche per i professionisti: il keniano Wesley Korir ha vinto in 2 ore, 12 minuti e 40 secondi, il terzo tempo più alto registrato dal 1977.
Eppure i valdarnesi ce l’hanno fatta: tutti amatori, tutti piuttosto in là con l’età sportiva (molti di loro hanno passato i 50), tutti regolarmente al via e tutti arrivati in fondo. Anche i loro tempi non sono stati esaltanti – solo tre di loro sotto al muro delle quattro ore – ma ciò che contava stavolta era soltanto tagliare il traguardo.