09.05.2016  14:29

Ludopatie e movimento no-slot, la Regione raccoglie le richieste del Valdarno. La proposta: "Smettiamo di chiamarlo gioco"

di Glenda Venturini
Questa mattina i sindaci del Valdarno ricevuti dall'assessore Stefania Saccardi hanno avanzato le loro richieste alla Regione: arginare il fenomeno limitando la diffusione degli apparecchi, lavorare sulla prevenzione e sulla cura delle ludopatie. Saccardi: "Forte impegno nel contrasto a tutte le forme di dipendenza da gioco"


Una battaglia di civiltà e di cultura, contro una piaga che genera dipendenza, mettendo in ginocchio persone e famiglie. La lotta del Valdarno, tutto unito, contro il gioco d'azzardo arriva fino in Regione: oggi sindaci, consiglieri comunali, membri del comitato #ValdarnoNoSlot, rappresentanti di Libera e il consigliere del governatore Rossi, Enzo Brogi, sono stati ricevuti dall'assessore Stefania Saccardi, alla quale hanno consegnato un fascicolo 'pesante'.

Contiene dati, numeri e impegni, in particolare quelli assunti da tutti i consigli comunali del Valdarno aretino e fiorentino per arginare il fenomeno delle ludopatie. Si tratta di ordini del giorno e mozioni, un manifesto che è già stato ripreso in altri comuni della Toscana e in altre regioni. Tra le richieste alla Regione e al Parlamento, quella di assumersi l'impegno di azioni concrete di contrasto alla dipendenza dalle slot. Qualcosa c'è già: la legge regionale sul gioco consapevole e la prevenzione della ludopatia, in vigore in Toscana dall'ottobre 2013, prevede, ad esempio, che nel raggio di 500 metri da scuole e asili non vengano aperti nuovi esercizi; la de-fiscalizzazione per gli esercizi commerciali che eliminano le slot machine, e invece un aumento delle tasse regionali per chi decide di installarle.

"Come Regione siamo fortemente impegnati nel contrasto alla ludopatia e a tutte le forme di dipendenza dal gioco - dice l'assessore Stefania Saccardi - i fronti su cui stiamo lavorando sono la messa a punto del logo no slot, in via di approvazione; una campagna informativa con un numero verde gestito dal Centro di ascolto regionale; e stiamo per concludere la definizione dell'Osservatorio regionale. Stiamo realizzando anche un sito web istituzionale, in cui vengono citati gli esercizi che ritirano le slot machine dai loro locali. Punteremo anche a tutelare i cittadini a proposito del rispetto della distanza di sicurezza di 500 metri delle slot machine dai luoghi sensibili come le scuole".

“Abbiamo segnato un ulteriore passo in avanti nella battaglia contro la diffusione del gioco d’azzardo patologico - ha commentato la consigliera regionale Valentina Vadi - purtroppo in Valdarno il gioco d’azzardo ha assunto dimensioni allarmanti, per questo è stato importante aprire uno spazio di confronto e di scambio d’informazioni tra chi lavora e amministra a livello locale e chi si trova a gestire la problematica su scala regionale. Sarà fondamentale dare vita a un rapporto sinergico tra i diversi livelli istituzionali in cui si opera: l’obiettivo è di combattere efficacemente una dipendenza che colpisce persone che vivono un disagio sociale, economico, culturale”.

Soddisfatto Enzo Brogi, presente all'incontro insieme a Simona Neri sindaco di Pergine, Sergio Chienni, sindaco di Terranuova, Tommaso Cipro, assessore al sociale del comune di Rignano, Fabio Camiciottoli, consigliere comunale di Montevarchi e Francesco Sottili, consigliere comunale di Figline Incisa. E' stato proprio Brogi, in chiusura, a lanciare la proposta provocatoria, che punta però a dare una nuova dimensione culturale alla lotta alle ludopatie: "Lottiamo insieme contro il gioco d'azzardo patologico, ma perché intanto non smettiamo di chiamarlo gioco?". 
 

Economia / Sociale

 
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