02.07.2015  18:01

Lottizzo La Badiola: il comune dice no al consiglio comunale aperto, Terranuova in Comune scrive al Prefetto

di Monica Campani
Sulla vicenda legata al lottizzo la maggioranza e la giunta non hanno accolto la richiesta di un consiglio comunale ma solo di una seduta dedicata al caso. Si terrà venerdì 10 luglio alle 21.00. "Il problema più evidente sono i gravi rischi legati alla sicurezza e alla salubrità ambientale, in una zona già molto vicina alla discarica di Podere Rota"


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Data della notizia:  02.07.2015  18:01

Lottizzo de La Badiola: Terranuova in Comune chiede all'amministrazione un consiglio comunale aperto ai cittadini sulla vicenda, la maggioranza e la giunta respingono la richiesta e i consiglieri dell'opposizione si rivolgono al Prefetto di Arezzo. "Ci sembra un comportamento dell'esecutivo poco rispetto sia delle prerogative dei consiglieri comunali eletti, sia del principio di, sussidiarietà, partecipazione e confronto con i cittadini".

La vicenda è stata portata alla luce da Terranuova in Comune nel mese di maggio ma in realtà per i cittadini dura da 13 anni da quando cioè si è aperto il cantiere alla Badiola per la realizzazione di villette a schiera, poi realizzate e abitate, e di una colonica al posto della quale adesso regna una voragine. Quel cantiere è ancora aperto e abbandonato. Disagi, problemi, difficoltà per i residenti sono all'ordine del giorno.

Il gruppo consiliare Terranuova in Comune ha recepito le istanze dei cittadini e ha chiesto all'amministrazione comunale un consiglio comunale aperto sull'argomento. Dopo molte sollecitazioni, una richiesta da parte di un quinto dei consiglieri e una petizione firmata da 60 cittadini l'amministrazione comunale di Terranuova da risposto di 'no' e ha convocato solo un consiglio 'dedicato' all'argomento per venerdì 10 luglio alle 21.00.

"Il problema più evidente sono i gravi rischi legati alla sicurezza e alla salubrità ambientale, in una zona già molto vicina alla discarica di Podere Rota", affermano i consiglieri di Terranuova in Comune. Per questo hanno scritto al Prefetto di Arezzo.

Questa la lettera inviata:

"Ill. mo Prefetto di Arezzo,
chiediamo cortesemente la sua attenzione per segnalare di seguito, come consiglieri comunali di Terranuova Bracciolini, un grave episodio accaduto nel nostro Comune e chiederle un suo cortese responso, o intervento in merito. In data 24 aprile 2015, abbiamo presentato all'attenzione del Presidente del consiglio comunale di Terranuova Bni, una richiesta scritta per la convocazione di un consiglio comunale straordinario e aperto, ai sensi del "Testo unico degli enti locali" e del nostro "Statuto comunale" poiché il nostro gruppo consiliare rappresenta complessivamente 1/5 degli aventi diritto. Con tale richiesta, oltre ad esercitare una prerogativa di indirizzo e di controllo sull'amminitrazione pubblica, intendevano anche promuovere un confronto diretto, in sede istituzionale, tra cittadini e giunta comunale per cercare di trovare soluzioni e risposte sul loro lottizzo abitativo: "la Badiola" situato in località Santa Maria, nel Comune di Terranuova Bracciolini, molto vicino dalla discarica di Podere Rota. Tali criticità riguardano più di 75 famiglie: da oltre 13 anni vivono, con regolare residenza, in questo lottizzo che è ancora un cantiere edile aperto per numerose vicissitudini e ritardi sui lavori pubblici, dati in appalto tramite gara pubblica, i cui rapporti con il Comune e la ditta appaltatrice sono disciplinati da apposita convenzione. Malgrado diverse riunioni tra il sindaco e alcuni cittadini, ancora persistono preoccupanti condizioni di mancata sicurezza ambientale (cavi dell'elettricità scoperti per illuminazione pubblica lungo le strade di accesso, collegati a contatore di proprietà della azienda appaltatrice e la presenza sopra le abitazioni di una grande gru, che da 13 anni non viene rimossa), ma anche gravi problemi di salubrità dell'ambiente causati da una costruzione non completata al centro del lottizzo, con ferri arrugginiti sparsi, trasformata nell'habitat ideale per talpe e zanzare".

"Ci teniamo a sottolineare che i cittadini pagano regolarmente tutte le imposte comunali, comprese Imu, Tari e Tasi, quest'ultima destinata all'illuminazione pubblica e servizi indivisibili. Come può ben comprendere, si tratta della mancato completamento delle opere di urbanizzazione primaria (strade, marciapiedi e fognature) che rendono il lottizzo, senza i dovuti interventi, ad alto rischio di sicurezza. L'unico intervento dell'amministrazione nei confronti della azienda appaltatrice, è stato la riscossione della fideiussione per le opere di urbanizzazione secondaria (€ 850.000,00) indirizzati non per il completamento dei lavori primari del lottizzo, ma destinati ad altre opere pubbliche. Queste cifre sono riportate nel Bilancio di Previsione comunale, approvato in data 01/04/2015".

"Il diniego per un consiglio comunale aperto ci è stato comunicato dopo ben oltre 20 giorni, senza osservare pertanto i termini stabiliti da Statuto e da regolamento comunale, e dopo aver anche portato, in seguito,  a sostegno della richiesta una petizione sottoscritta da 60 cittadini, secondo quanto indicato dall'articolo 40 del nostro regolamento comunale (le firme sono state raccolte in un giorno). L'ultima comunicazione del Comune, dopo diverse sedute della conferenza dei capigruppo, è avvenuta solo di recente, e  dopo  continue  sollecitazioni: si terrà solo un consiglio comunale "dedicato" all'argomento, in data venerdì 10 luglio, ore 21.00. Questa convocazione è il frutto di un compromesso, concordato dal nostro gruppo consiliare con i cittadini. Non si terrà invece una seduta "aperta" all'intervento della cittadinanza, alla presenza dell'azienda appaltatrice e dei tecnici comunali. Ci sembra un comportamento dell'esecutivo poco rispetto sia delle prerogative dei consiglieri comunali eletti, sia del principio di, sussidiarietà, partecipazione e confronto con i cittadini"

 

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