24.01.2012  09:25

Levata di scudi dalla politica contro l'apertura di nuove sale gioco in città. Ma le strutture avrebbero già ottenuto il via libera dalla Questura

di Glenda Venturini
Dopo la presa di posizione di Chiara Galli, segretaria del Pd comunale, ora scende in campo anche il movimento politico Prima Montevarchi. E si arricchisce la schiera di coloro che chiedono al comune di arginare l'espansione delle sale per gioco e scommesse, prima che la malattia del gioco d'azzardo dilaghi tra le famiglie, già messe a dura prova dalla crisi...


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Data della notizia:  24.01.2012  09:25

Due nuove sale gioco a Montevarchi, una delle quali sarebbe pronta ad essere realizzata a due passi dal centro storico, in un fondo di circa 250 metri quadrati che ospitava uno dei più importanti esercizi commerciali della città. La notizia ha cominciato a diffondersi negli ultimi due giorni, ma sembrerebbe che le strutture abbiano già ottenuto i necessari via libera dalla Questura.

Dalla politica, però, e su più fronti, arriva un forte grido d'allarme ed una richiesta d'intervento all'amministrazione comunale. Perché l'apertura di strutture che consentono il gioco d'azzardo e le scommesse non può far altro che aggravare la già difficile situazione di molte famiglie montevarchine, e non solo.

Già ieri Chiara Galli, segretario comunale del Partito democratico, aveva chiesto all'amministrazione di fare tutto il possibile per bloccare l'espansione delle sale da gioco, delle slot machine "e di tutto l'armamentario messo in campo per sfruttare i più fragili". Facile, infatti, capire che in un momento di crisi economica come quello attuale il gioco riveste un pericoloso ruolo di attrattività specialmente per le persone che già si trovano in difficoltà. E il rischio è di arrivare alla distruzione economica e morale delle famiglie.

Oggi, anche il movimento politico Prima Montevarchi si mette dalla stessa parte del Pd, e di tutti quelli che stanno protestando contro questa notizia. "Condividiamo fino in fondo le preoccupazioni di coloro che, da più parti, vedono nel proliferare dell’apertura di sale gioco, nell’ormai diffusissimo impianto in molti locali pubblici di slot e similari nonché del moltiplicarsi delle vendite dei gratta e vinci, una condizione patologica che arriva a disgregare le famiglie".

"Dal 2005 ad oggi - si legge nella nota del movimento politico - le norme che regolano certi tipi di gioco, una volta assai più rigide, sono andate via via depotenziandosi. Ora è  venuto il momento, non più procrastinabile, di adottare misure stringenti che tutelino i cittadini e li rendano edotti sui pericoli che derivano dal farsi attanagliare da certi meccanismi. Per questi motivi sosterremo ogni utile azione in Consiglio comunale volta a porre un freno alla dilagante situazione".

E Prima Montevarchi propone anche di puntare sulla prevenzione: "Appoggeremo ogni azione che serva a stimolare ed attivare sinergie con gli istituti scolastici cittadini e di comprensorio affinché educhino i nostri giovani rendendoli coscienti dei rischi che derivano dalle dipendenze dal gioco".

Ma il comune può bloccare davvero l'apertura delle due sale gioco? Secondo Prima Montevarchi, sì. "Certamente il comune, anche se le norme che regolano queste situazioni hanno riferimento preponderante nei testi di pubblica sicurezza, può fare molto per contrastare certi fenomeni. Citiamo, a titolo di esempio, il regolamento adottato dal Comune di Senigallia, che ha inserito il divieto di aprire nuove sale gioco nel centro storico ed ha introdotto norme molto stringenti in tema di distanza da luoghi sensibili e di dotazioni di parcheggi". Esempi come questi dovrebbero essere presi in considerazione dall'amministrazione comunale di Montevarchi.

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