11.12.2013  18:53

Lettera di Rossi a Moretti: "Ecco le mie disavventure da pendolare". E racconta l'esperienza a bordo del 6604

di Valdarnopost
Usura, affollamento, disagi, ritardi: dopo aver viaggiato sui treni dei pendolari, il presidente della Toscana Enrico Rossi prende carta e penna e scrive all'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, ma anche a Rete ferroviaria, Trenitalia, al ministro dei trasporti Maurizio Lupi, ai presidenti delle commissioni trasporti di Camera e Senato e ai parlamentari toscani. Nel racconto dei suoi viaggi, c'è anche quello sulla linea che attraversa il Valdarno


Disagi, ritardi, affollamenti e così via: ora che li ha provati sulla sua pelle, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi scrive una lunga lettera all'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. E gli sottopone tutti i problemi emersi nei suoi due viaggi da 'pendolare' sui treni che prendono i pendolari, ogni mattina. Uno compiuto il 10 dicembre sulla linea Pistoia-Firenze; l'altro, dal sapore tutto valdarnese, è quello del 4 dicembre, da Montevarchi a Firenze, a bordo del Vivalto 6604. 

"Carissimo Moretti - scrive Rossi nella lettera, inviata anche a Rete ferroviaria, Trenitalia, al ministro dei trasporti Maurizio Lupi, ai presidenti delle commissioni trasporti di Camera e Senato e ai parlamentari toscani - un vecchio adagio dice che 'l'occhio del padrone ingrassa il cavallo'. Essendo il presidente della Toscana e dovendo occuparmi del 'cavallo' di ferro ho deciso di vedere con i miei occhi lo stato effettivo del trasporto regionale di cui voi siete i gestori. Questo mio viaggio sui treni regionali mi ha consentito di verificare disagi e problemi dei pendolari che vorrei segnalare alla vostra attenzione affinché possiate intervenire per migliorare il servizio, sapendo che la Regione, come dimostrano anche le recenti scelte, è interessata e disponibile".

"C'è poi anche un altro scopo, che è quello di mantenere vivo l'interesse della politica e dei media sul funzionamento di questo servizio, che a mio avviso è stato enormemente trascurato, concentrando tutta l'attenzione e gli investimenti sull'Alta Velocità. Dai gestori del servizio invece mi aspetto una risposta puntuale alle questioni emerse durante questi viaggi e che di seguito Vi segnalo, ben sapendo che non a tutto si può dare immediata soluzione".

Ed eccolo, dunque, il racconto minuto per minuto del viaggio di Rossi, e dell'assessore Ceccarelli, a bordo del Vivalto 6604 che la mattina attraversa il Valdarno. 

"Ho preso il treno alle 7.08 alla stazione di Montevarchi. Una struttura che si presenta bene con uno sportello aperto, una sala d'attesa calda e pulita. La linea è complessivamente ben servita con numerosi treni. Anche se problemi non mancano: relativi al materiale rotabile e all'infrastruttura, che è diventata insufficiente causando notevoli disagi e  ritardi. A testimonianza della vecchiaia e usura del materiale si può notare che il treno - sempre per Firenze -, che precede quello in cui salirò, è lunghissimo, composto da vecchie e riciclate carrozze, tanto che per spingerle sono necessari due locomotori; insomma una soluzione raffazzonata che testimonia i ritardi enormi accumulati nel ricambio dei treni destinati ai pendolari". 

"Il treno su cui salgo è un Vivalto, caldo e ospitale, ma già alla stazione di Figline si riempie come un uovo e i viaggiatori restano in piedi accalcati su corridoi e scale; i pendolari mi dicono che in quella circostanza era meglio del solito; usualmente si viaggia pigiati come sardine. Sono stato informato che una settimana dopo siete intervenuti aggiungendo una carrozza e rispettando così gli accordi presi con l'assessore Vincenzo Ceccarelli. Ma i problemi non sono finiti. Infatti se il nostro treno arriva puntuale  a Firenze quello successivo riporta invece un ritardo di ben 45 minuti, scatenando le ire dei passeggeri sulla mia pagina Facebook". 

"Quando un treno accumula un ritardo simile vuol dire che qualcosa non ha funzionato. Questa volta mi dicono che la responsabilità è dovuta agli scambi gelati. Pensavo che dopo la mia protesta del 2010 si fosse proceduto ad attrezzare tutta la rete regionale di scambi riscaldati elettricamente. Mi par di capire invece che non è così. Mi domando cosa si aspetta; il costo di queste tecnologie non supera qualche decina di migliaia di euro. Vi chiedo dunque: il piano di installazione delle serpentine è già avviato? Ci si fermerà solo alle città capoluogo o, come io ritengo, interesserà tutta la rete regionale?". 

"L'altro tema che mi viene posto anche dalla vicensindaco di Montevarchi, che ho incontrato sul treno, riguarda il viaggio di ritorno pomeridiano. Mi spiego: l'aumento dei treni sulla linea di Alta velocità, utilizzata anche da parte dei regionali, costringe spesso i treni del pomeriggio ad attendere il transito di quelli veloci che hanno la precedenza. Mi dicono che si sta pensando di trovare soluzioni a queste pause che provocano continui ritardi di 15-20 minuti con disagi per migliaia di persone. Vorrei essere informato su quali iniziative sono in corso; quale è il loro costo e quali i tempi di realizzazione".

Cronaca

 
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