26.09.2012  11:09

"Le parole del sindaco di Cavriglia sono estremamente chiare, ma ci auguriamo che alle parole seguano i fatti"

di Monica Campani
Il Movimento 5 stelle di San Giovanni interviene nel dibattito sul materiale proveniente dai lavori di scavo della Tav di Firenze dopo la notizia che un decreto del ministro Clini definisce sottoprodotti e non rifiuti quei materiali e dopo il commento del sindaco Ferri che, comunque sia, continua a richiedere controlli e monitoraggi.


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Data della notizia:  26.09.2012  01:10  /  Ultimo aggiornamento:  26.09.2012  11:09

Un decreto del ministro Clini, che entrerà in vigore il 6 ottobre, definisce sottoprodotti e non rifiuti i materiali di scarto provenienti dagli scavi per la Tav. Il sindaco di Cavriglia, territorio dove quel materiale dovrebbe essere portato, afferma che comunque sia esigerà controlli e monitoraggi sulla loro qualità, il Movimento 5 stelle di San Giovanni interviene:

"Accogliamo con speranza le dichiarazioni del sindaco di Cavriglia, Ivano Ferri, relative alla destinazione delle terre che sarebbero scavate per realizzare il sottoattraversamento alta velocità di Firenze. Ci auguriamo anche, per tutti i cittadini del valdarno, che il sindaco mantenga questa posizione in futuro, perché quanto è stato detto finora da Rfi e Novadia (la società che dovrebbe realizzare il progetto) prevederebbe il conferimento e l’analisi delle terre scavate direttamente nei pressi della ex-miniera si Santa Barbara e solo allora fare un campionamento delle terre scavate. In definitiva l’effettiva composizione delle terre verrebbe “resa nota” solo quando ormai è già sul luogo di destinazione".

"I dubbi sorgono circa la possibilità di controllo dopo l’emanazione del Decreto Ministeriale n. 161 del 10 agosto 2012 da parte del governo sulle terre di scavo, in cui si dichiara chiaramente che quello che oggi sono rifiuti dal 6 ottobre saranno nominati “sottoprodotti”che potranno contenere “calcestruzzo, bentonite, polivinilcloruro (PVC), vetroresina, miscele cementizie e additivi per scavo meccanizzato. Le terre provenienti dallo scavo delle gallerie fiorentine conterranno sicuramente bentonite, tensioattivi, polimeri e additivi perché la modalità di scavo della fresa, che giace inerte da mesi nel cantiere di Firenze Campo Marte, sono tali da non evitare questi contaminanti. Finora i terreni prodotti da queste macchine sono stati portati in discarica e considerati rifiuti speciali".

Il Movimento 5 stelle continua:

"La bentonite ha la proprietà di essere solida in mancanza di acqua, ma appena viene bagnata porta ad una consistenza fluida la terra con cui è miscelata (viene usata proprio questo negli scavi). Trattando le terre e depurandole se ne potrà ridurre il contenuto ma non sarà possibile eliminare ogni traccia di bentonite, pensare di realizzare due colline con terra che in caso di pioggia si trasformi in melma è un rischio che deve necessariamente essere preso in considerazione al fine di non trovarsi, come è ormai consuetudine, al disastro ambientale e conseguente ripercussione su i cittadini. Riteniamo che le parole del sindaco di Cavriglia siano estremamente chiare, ma soprattutto ci auguriamo che alle parole seguano i fatti".
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"Se il Sindaco di Cavriglia, il Presidente della Provincia di Arezzo, l’Arpat, l’ausl8 non si opporranno con tutti i mezzi a loro disposizione (tra l’altro rapidamente) fra qualche settimana il territorio amministrato da Ferri verrà sommerso da quasi 3 milioni di metri cubi di materiale di scavo proveniente dal sottoattraversamento del nodo fiorentino dell'Alta Velocità ferroviaria: cosicché il nobile tentativo di ripristinare l’ex miniera di S. Barbara tramite la costruzione di colline-schermo si concretizzerà in un’ecatombe ambientale, trasformando la zona in una gigantesca discarica". Fausto Tenti, segretario provinciale di Arezzo di Rifondazione comunista esprime così la propria posizione sui materiali della Tav a Cavriglia sulla scia del decreto che entrerà in vigore il 6 ottobre. "Infatti, mescolati ad innocui inerti, arriveranno nella cittadina valdarnese cementiti ed additivi chimici altamente inquinanti ma utili alla gigantesca fresa per procedere più rapidamente all’escavazione del doppio tunnel da 7 km sotto una città Patrimonio dell’Unesco. Inutile dire che sarà praticamente impossibile controllare – e conseguentemente separare – i veri inerti dagli altri che sarebbero da collocare addirittura in discariche per rifiuti speciali: quindi faccio un accorato appello a tutte le istituzioni pubbliche coinvolte, affinché una volta tanto si ribellino all’ennesimo uso del territorio valdarnese come cassonetto di servizio dei principi fiorentini e si attivino per far smaltire correttamente alle FF.SS. ed alle società RFI e Nodavia il materiale di risulta".

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