30.06.2017  23:44

Le giovani proposte artistiche di VisionAir Opérer

di Davide Torelli
L’associazione, creata poco più di un anno fa da giovanissimi, si propone di organizzare spazi di visibilità per coetanei appassionati di ogni forma di arte, proponendo la convivenza di differenti linguaggi artistici nel medesimo evento.


All’interno dello Spazio periodico dedicato ai giovani artisti valdarnesi –un modo per offrire visibilità a chi vive l’arte come una passione- abbiamo stavolta deciso di dar voce a chi propone spazi fisici di proposta artistica, attraverso una serie di eventi dove convivono differenti forme di espressione
Si tratta dei ragazzi di VisionAir Opérer, una associazione formata da giovanissimi, reduce da una stagione invernale di iniziative itineranti, all’interno delle quali venivano presentate contemporaneamente le capacità di loro coetanei: che fossero pittori, musicisti o scultori, senza precludersi nessun tipo di espressione artistica all’interno della loro proposta unitaria.

Abbiamo incontrato quindi i due fondatori Lorenzo “Ares” Bonechi (ventenne, fotografo e videomaker) e Aldo Dushi (ventiduenne, musicista sia con un progetto solista, che all’interno di una band locale), accompagnati da Giulio Maddii (Dj diciannovenne) e Rebecca Bonechi (diciotto anni): quattro rappresentanti di una realtà nuova, che conta al suo interno un discreto numero di partecipanti attivi.

“L’idea di iniziare ad organizzare aventi per promuovere arte locale è nata dall’incontro tra me e Lorenzo poco più di un anno fa” racconta Aldo.
“Lorenzo collaborava con l’associazione Dritto e Rovescio e stava organizzando una iniziativa sull’arte in occasione del Perdono a Terranuova Bracciolini. Conoscendoci di vista, chiese a me (in quanto musicista) se conoscessi alcuni giovani artisti locali da proporre dell’evento, ed in conseguenza a questo incontro abbiamo iniziato a pensare che l’idea di promuovere iniziative periodiche dove dar spazio a coetanei che producono differenti forme d’arte, poteva rispondere ad un’esigenza reale dei giovani valdarnesi. Ci siamo così organizzati in una piccola associazione, seppur consapevoli della difficoltà di non poter disporre di uno spazio fisso dove ospitare gli eventi che avevamo in mente: così è nata Vision Air Opèrer, proponendo i nostri eventi a luoghi già esistenti, disposti ad ospitarli. Un nome in Francese che gioca sul concetto di “visione” in relazione alla proposta alla base del tutto, e alla volontà di portare “aria nuova” nel panorama culturale locale. Inoltre, leggendolo, suona molto vicino al termine “Visionaria”, un altro modo in cui ci piace definire l’idea che ci anima”.

 

 

“La nostra prima serata la abbiamo proposta allo Spazio Popolare Autogestito Donchisciotte di Vacchereccia, che già frequentavo” prosegue Lorenzo.
“La struttura ricercata prevedeva una serie di band che si sarebbero alternate dal palco, circondate però da alcune performance di pittura dal vivo, in quel caso ad opera di Valentina Chiarolla; contemporaneamente esponeva le sue creazioni anche Gioele Meoli. La volontà è stata quella di far convivere fin da subito differenti forme d’arte, regalandoci un successo di pubblico piuttosto sorprendente. Del resto la nostra proposta continua ad inseguire l’obiettivo di riuscir a far dialogare i linguaggi artistici fra loro, creando in questo modo una rete di condivisione tra realtà emergenti locali, che sono veramente numerose in ogni campo artistico. A partire da quel primo evento ne sono seguiti altri grazie alla fiducia incondizionata  da parte del Donchisciotte, ed a seguire abbiamo organizzato eventi in altri luoghi del Valdarno, anche al Teatro di Bucine dove abbiamo fatto convivere in un luogo molto particolare due performance di musica elettronica di Heart BlackOut e Q.Ing ed inserimenti di danza sul palco, grazie alla fiducia offertaci da Diesis Teatrango che curava la programmazione stagionale”.


“Nell’organizzazione dei primi eventi ci siamo appoggiati ad amici e conoscenti aspiranti artisti. Dopo le prime iniziative però, oltre alla richiesta di ragazzi che non conoscevamo personalmente, abbiamo anche avviato una sorta di ricerca di potenziali “nuovi artisti” ai quali offrire un luogo fisico di visibilità; molti dei quali sono stati anche presentati dallo Speciale di Valdarno Post. Quello che abbiamo potuto osservare, a prescindere dalle esperienze personali, è che il tessuto artistico tra i giovani valdarnesi è obiettivamente vivo e variegato. Il limite principale è relativo alla possibilità di esprimersi: spesso le capacità sono destinate ad affievolirsi con il tempo, a restare “di nicchia” per la mancanza di occasioni, ed è per questo che abbiamo deciso di organizzare situazioni in cui queste possano dialogare proponendosi a pubblici magari differenti da quelli abituali. Credo quindi che come VisionAir Opérer abbiamo semplicemente riempito dei vuoti di necessità per una generazione di giovani che ha voglia di emergere: per questo vogliamo entrare in contatto con il maggior numero possibile di ragazzi con passione ed indole artistica spiccata, principalmente con quelli che ancora non conosciamo. Siamo aperti ad ogni tipo di proposta”.

 

 

“Adesso ci stiamo preparando alla prossima stagione organizzativa, che dovrebbe avviarsi con un evento piuttosto grande a livello di arti esposte, per i primi di Settembre ai Capannoni WildArno di San Giustinoracconta Aldo. “Contemporaneamente la nostra Associazione (ancora non riconosciuta) si è notevolmente allargata: adesso siamo circa in quindici ragazzi partecipanti, ci riuniamo settimanalmente ed abbiamo anche discusso uno “statuto”, che più che altro rappresenta una sorta di “carta di intenti” in relazione agli obiettivi di proposta artistica che vogliamo darci” 


Tra gli aderenti dell’ultimo periodo, ci sono Giulio Maddii (diciannove anni) e Rebecca Bonechi (diciotto anni), giovanissimi e pienamente coinvolti all’interno di quella che potremmo definire quasi una “missione” pratica nel dar visibilità alle performance di giovani talenti.
“Personalmente mi ha subito affascinato l’occasione di offrire un connubio tra musica ed altre forme d’espressione, dove nessuna proposta sia “di sottofondo”, ma ottenga attenzione. La ricerca di una esclusività artistica è primaria nella selezione all’interno delle nostre serate: l’obiettivo è quello di offrire un luogo di visibilità a chiunque lo desideri, che sia musicista, DJ, pittore o scultore; ma abbiamo anche ospitato ballerini e le creazioni di tatuatori nei nostri eventi. Di contro, chiediamo originalità di contenuto e del messaggio, cercando di evitare chi si diletta a copiare stili o generi musicali da band affermate” afferma Giulio
Gli fa eco Rebecca: “la struttura dell’associazione è molto aperta, tanto che seppur all’inizio fossi titubante, ho potuto notare come da subito venisse dato spazio ad ogni tipo di idea e proposta all’interno delle riunioni; anche di chi non ha esperienza in materia di produzioni artistiche. La semplice idea di poter strutturare un evento che vada oltre la semplice serata ludica, e comparteciparne alla buona riuscita, è indubbiamente anche un modo per rivalutarsi personalmente”.

 

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