10.10.2013  13:31

La Toscana fa un passo avanti nella lotta al gioco d'azzardo: stretta sulla diffusione delle slot

di Glenda Venturini
Approvata ieri dal consiglio regionale una normativa che prevede regole stringenti per la diffusione delle slot machines e, tra le altre cose, anche un osservatorio regionale per monitorare le dipendenze da gioco d'azzardo. La normativa è frutto di quattro proposte arrivate da diversi gruppi consiliari


Divieto di aprire sale entro 500 metri da scuole, chiese e centri di aggregazione; incentivi a chi toglie le slot machine dal proprio locale e invece Irap maggiorata a chi le mantiene. E ancora, stop alle pubblicità che incitano al gioco d'azzardo, mentre i gestori delle sale da gioco saranno tenuti ad esporre gli avvisi con i rischi connessi alla dipendenza.

Sono alcuni dei principi introdotti dalla legge per la lotta al gioco d'azzardo approvata ieri dal Consiglio regionale della Toscana, con il voto favorevole di tutti i consiglieri e il solo voto contrario del consigliere Pdl Marco Taradash. Nel dettaglio, la Regione concederà contributi agli esercizi commerciali e ai circoli che rimuoveranno dai locali gli apparecchi per il gioco, mentre chi li mantiene dovrà pagare un'Irap maggiorata dello 0,1%.

Il testo finale è frutto di una sintesi di quattro proposte arrivate dai consiglieri di Udc, Fdi, Più Toscana e Pd, ed è stato illustrato dal presidente della commissione sanità Marco Remaschi (Pd).  “Alla fine siamo giunti, e con soddisfazione, ad un testo congiunto. Un passo importante su una questione di estrema attualità e urgenza sociale. Con questo testo adesso abbiamo regolamentato l’accesso consapevole e responsabile al gioco, il nostro obiettivo è quello di contrastare fenomeni di dipendenza, mettendo in campo misure di recupero e monitoraggio”, ha commentato Remaschi. 

La legge prevede anche altri interventi, mirati alla prevenzione: le Asl, d'accordo con i comuni, dovranno organizzare corsi di formazione per il personale delle sale da gioco e per gli esercenti, corsi ''finalizzati dalla prevenzione e riduzione degli eccessi del gioco patologico''. Infine sarà costituito un Osservatorio regionale sul fenomeno della dipendenza da gioco, che dovrà monitorare il fenomeno e promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione.

“L’idea della Toscana è quella di scoraggiare e prevenire la diffusione delle sale da gioco; perché disincentivare l’attività lecita significa anche ridurre quella illecita. E poi, anche il governo deve trovare misure fiscali severe in materia. I dati a livello nazionale ci dicono, infatti, che esiste un vero e proprio allarme: 90 miliardi il giro di affari solo nel 2012 , 800 mila, invece, le persone che rischiano di giocarsi tutto e 5, 5 miliardi di costi per lo Stato causati da questa piaga. Altro dato sconcertante: il gioco è la terza impresa nel Paese per fatturato, dopo Eni ed Enel”, ha dichiarato Enzo Brogi consigliere regionale (Pd) e primo firmatario della proposta di legge arrivata in commissione sanità dal Pd. 

Politica / Economia

 
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