Si è conclusa anche la seconda serata di Arezzo Wave Love Festival 2012, con un programma al Main Stage denso di nomi importanti nella scena musicale italiana e internazionale. Dopo le esibizioni di Malika Ayane e Nina Zilli, gli olandesi Dewolff hanno portato la lora anima rock sul palco allestito allo stadio comunale.
Dopo la grande partenza con il Teatro degli orrori e Caparezza, arrivano sul palco principale di
Arezzo Wave Love Festival due signorine di tutto rispetto: Malika Ayane e Nina Zilli, due delle voci giovani della musica italiana più apprezzate in questo momento.
Ad aprire le danze ieri pomeriggio al Main Stage sono stati i marchigiani Martin Kleid, band he ha vinto l'Italia Wave Love Festival della loro regione e che, quest'anno, ha portato la sua musica nella lontana Russia, per un lungo tour di concerti. A seguire la band estone degli
Ewert and the two dragons, in Italia per la prima volta in una data esclusiva per Arezzo Wave.
Dopo, grande spazio dedicato alle donne con tre performance live delicate e differenti tra loro: prima la dolce
Erica Mou, giovanissima cantautrice, che ha partecipato anche all'ultima edizione del Festival di Sanremo, nel quale ha ottenuto ben due premi, il Premio Mia Martini e il Premio della Sala Stampa Radio tv. A farla da padrone, poi, sono state le due grandi voci di Malika Ayane e
Nina Zilli, tanto diverse, quanto talentuose, hanno incantato il pubblico con le loro esibizioni.
A conclusione della serata quasi tutta al femminile sono stati invece il gruppo olandese dei Dewolff, tre giovanissimi fratelli che nel 2007 hanno dato vita al loro progetto musicale, che li ha portati nel giro di pochissimi anni a pubblicare due album e a preparare il terzo.
Stasera invece sarà la serata del francese Yann Tiersen, che ha raggiunto la popolarità grazie alla colonna sonora del film Il favoloso mondo di Amelie, degli angolano-portoghesi
Batida, che mixano ritmi angolani a musica elettronica moderna. Chiudono la serata i Croockers, duo milanese tra i più influenti sulla scena musicale house, dubstep.
Foto di Fabrizio Rangoni