25.07.2012  14:46

"La Regione segnali il caso all'autorità di vigilanza. Possibili sanzioni a carico di Poste Italiane"

di Monica Campani
Il consiglio regionale della toscana approva all'unanimità una mozione di Stefano Mugnai, consigliere del Pdl, sui tagli agli uffici postali. Alla Regione viene chiesto di convocare la direzione regionale di Poste Italiane per scongiurare i disagi ai cittadini e trovare soluzioni alternative ai tagli


14 uffici postali, in provincia di Arezzo, e 38 posti di lavoro che svaniranno, oltre a 6 sportelli che potrebbero essere a rischio: questi sarebbero i risultati, dei tagli decisi da Poste Italiane. Tra gli uffici in odor di chiusura 6 sono in Valdarno aretino e fiorentino. Per questo il consiglio regionale della Toscana ha approvato all'unanimità una mozione presentata da Stefano Mugnai del Pdl che impegna la Regione ad intervenire.

Se il piano di razionalizzazione della Poste dovesse andare in porto vi sarebbero disagi enormi per i cittadini ed esuberi di personale. Nella lista ufficiale tra gli uffici da chiudere figurano quelli di Moncioni, nel comune di Montevarchi, Montegonzi, nel comune di Cavriglia, Pietraviva, nel comune di Bucine, San Donato in Collina, nel comune di Rignano,  Donnini, nel comune di Reggello e di Vallombrosa, nel comune di Reggello.

Adesso toccherà alla Regione Toscana "segnalare il caso all’autorità di vigilanza governativa competente che valuterà se applicare le relative sanzioni a carico di Poste Italiane spa", grazie alla mozione del consigliere del Pdl Stefano Mugnai.

"Con il taglio di 32 zone di recapito che si vorrebbe imporre – spiega Mugnai – verrebbe meno del tutto il principio di ‘servizio universale’ sancito per legge e vincolato a parametri quanti-qualitativi giuridicamente definiti che dovrebbe garantire il servizio ai cittadini. Insieme ad esso, salterebbero 38 portalettere solo nella provincia di Arezzo e oltre 600 in tutta la Toscana. Ma non basta, perché in più a questo si andrebbe verso la riorganizzazione di 6 di uffici".

Nella mozione, redatta nel maggio scorso, Mugnai affermava: "Un simile piano stravolgerebbe la distribuzione della corrispondenza con conseguenze catastrofiche sulla qualità dei servizi offerti. Tale piano di riduzione dei costi non sarebbe supportato da una strategia di sviluppo per rilanciare il settore".

Alla Regione, dunque, con l'approvazione all'unanimità della mozione viene chiesto di avviare una controffensiva, convocando la direzione regionale di Poste Italiane per "scongiurare i disagi alla popolazione di Arezzo e della Toscana prospettando soluzioni alternative ai tagli occupazionali". Tra gli impegni richiesti alla giunta regionale ci sono anche la segnalazione all’autorità di vigilanza e l’individuazione di misure di sostegno economico ai comuni più disagiati per garantire i servizi di prossimità e quelli postali. Lo prevede il decreto del presidente della giunta regionale del 2009 e permetterebbe ai comuni anche del Valdarno, più periferici, di non essere totalmente scoperti per il servizio postale.

Politica

 
comments powered by Disqus