11.05.2012  17:39

"La regione ammette che non si possono conferire le terre di riporto della TAV a Santa Barbara"

di Serena Paoletti
I consiglieri comunali fiorentini Tommaso Grossi e Ornella De Zordo in una conferenza stampa hanno dichiarato che la regione ha ammesso, con una delibera, che non si possono trasportare le terre scavate per l'Alta Velocità a Firenze nella zona ex mineraria di Santa Barbara. Si chiede quindi che vengano fermati i lavori.


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Data della notizia:  11.05.2012  17:39

Si torna a parlare della TAV  di Firenze e delle terre di scavo che dovrebbero essere conferite nella zona ex mineraria di  Santa Barbara nei comuni di Cavriglia e di Figline.

“Anche la regione Toscana ammette ufficialmente con una delibera di metà aprile  – hanno dichiarato questa mattina in una conferenza stampa i consiglieri comunali fiorentini  Tommaso Grassi e Ornella De Zordo del gruppo ‘Un’altra città un altro mondo ’ – che le terre e rocce di scavo derivanti dalla talpa del sottoattraversamento del nodo fiorentino dell’alta velocità non potranno essere collocate nella cava di Santa Barbara, come annunciato da RFI.”

Nella relazione regionale si dice che “ il materiale risultante dagli scavi per la costruzione del nodo fiorentino dell’Alta Velocità, per i quali era stata prevista l’utilizzazione nella realizzazione della collina schermo all’interno del progetto di riassetto minerario a Santa Barbara, risulta utilizzabile allo stato attuale solo nella parte derivante dai lavoro della stazione Alta Velocità di Firenze.” L’altra parte non risulta essere  direttamente utilizzabile a meno che sia trattata in maniera specifica.

“Si evidenza inoltre che RFI - continuano i due consiglieri fiorentini – non ha ancora individuato soluzioni a Santa Barbara per il materiale di scavo. Tanto che la regione ravvisa la necessità che siano individuate le modalità per l’eventuale recupero e utilizzo della frazione di materiali proveniente da scavo con una speciale fresa, nonché la provenienza, le caratteristiche e le modalità di trasporto del materiale da fonti di approvvigionamento alternative eventualmente individuate, per la completa realizzazione del progetto dell’Alta Velocità risalente al 29 luglio del 2009”

“Non vorremmo immaginare - affermano sempre i due consiglieri - cosa succederebbe se dovessimo portare oltre 2 milioni e mezzo di metri cubi di materiale, classificabile esclusivamente come rifiuto, derivante dallo scavo prodotto dalla fresa".
 
“Se poi dovesse essere firmato il decreto ex Prestigiacomo , che trasforma in semplici terre
quelli che ad oggi sono rifiuti speciali - affermano Grassi e De Zordo - ci chiediamo come gli abitanti e il sindaco di Cavriglia possano accettare che sul loro territorio si faccia recupero ambientale con più di 2 milioni di metri cubi di rifiuti risanati da un pezzo di carta".

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