01.05.2015  14:44

La Lista civica sostiene il referendum per abrogare la legge regionale sulla sanità

di Monica Campani
Dopo aver espresso il proprio voto contrario alla mozione presentata in consiglio comunale dal gruppo della maggioranza, la Lista Civica Castelfranco Piandiscò annuncia il proprio sostegno al referendum organizzato dal comitato per la salute pubblica esteso anche al Valdarno


No alla mozione presentata in consiglio comunale dal gruppo di maggioranza sulla sanità e sostegno al referendum, organizzato dal comitato per la salute pubblica, per abrogare la legge regionale sul riordino sanitario. La Lista civica Castelfranco Piandiscò, dunque, prende posizione sul tema della sanità in Valdarno.

"La Lista Civica riconferma la contrarietà ad accorpamenti di funzioni senza una seria e preventiva analisi e dimostrazione dei risparmi e di servizi più efficienti. Siamo stati contrari all’unificazione tra Castelfranco e Piandiscò e quelle ragioni sono oggi confermate dai fatti: Castelfranco è una frazione senza interesse, Faella è rimasta la frazione di sempre, i servizi comunali sono stati tutti trasferiti a Piandiscò, al disagio dei faellesi si sono aggiunti altri 3000 cittadini castelfranchesi. Così sarà per i cittadini di 9 province toscane su 10".

"Tre Asl invece di dodici porteranno migliori servizi sanitari? Porteranno efficienza e meno burocrazia o sarà il contrario? Conoscendo come si procede in Toscana, con questa legge sarà tutto più complicato, distante, costoso, inefficiente. E lo diciamo a ragion veduta. Qualche esempio? Un ricovero, un pronto soccorso, una qualsiasi urgenza, già ora, prima della diagnostica incontrano e si scontrano con la burocrazia, la privacy, la sede, il reparto. E non dipende dal personale o dalla professionalità dei medici".

La Lista civica punta ancora l'indice verso il sistema: 

"Un sistema ormai vittima della stessa burocrazia regionale, un sistema sbagliato che i cittadini rifiutano, ma subiscono per bisogno. Vi immaginate quanta meno efficienza ci sarà quando le Asl di Arezzo e Grosseto faranno capo a Siena? O quelle di Prato, Pistoia e non so quali altre faranno capo a Firenze, o quelle di Pisa e Livorno, Massa Carrara e Lucca immagino faranno capo a Pisa? Fra le giustificazioni d’inefficienza ci sarà la distanza dalle decisioni, la difficoltà di far arrivare al centro le istanze degli utenti, delle stesse strutture. Assisteremo alla sagra delle promozioni, dei trasferimenti dei dirigenti, i sindaci avranno sempre meno influenza, proprio il contrario di quanto voi oggi, con questa mozione, tentate di enfatizzare. E prima che la nuova legge sia a regime già una nuova linea di pensiero si affaccerà, un altro candidato Presidente si accorgerà magari dell’errore, di come fosse migliore una sanità vicina alla gente, anche nel suo ruolo decisionale".

"Il vostro è solo un tardivo tentativo di far finta di nulla - continua la Lista rivolgendosi alla maggioranza -  di coprire gli errori della vostra classe dirigente in Toscana, un tentativo di spostare l’attenzione su piccoli, anche se importanti, interventi locali, per distrarre i cittadini dal vero problema: che la sanità non funzionerà meglio e non costerà di meno. In questo modo cercate di dire che anche voi avete parlato della cosa, facendo un documento che non è in favore dei cittadini, nasconde solo gli effetti di questa nefasta scelta del presidente Rossi e del PD in Toscana, fatta per eludere, ancora una volta, la richiesta di chiarezza fatta a gran voce dalla società, sugli ammanchi di 420 milioni di euro nell’asl di Massa".

La Lista civica Castelfranco Piandiscò, dunque, sostiene il referendum che partito da Arezzo è approdato in Valdarno raccogliendo già molte firme.

 

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