03.11.2016  22:00

La forza dell'acqua nel racconto dell'alluvione del 4 novembre 1966 in Valdambra

di Federica Crini
Quel giorno di 50 anni fa anche il torrente Ambra, affluente dell'Arno, esondò e la forza dell'acqua provocò danni e situazioni di emergenza in Valdambra. Il racconto di Sergio Cerri Vestri


Non solo l’Arno, il 4 novembre del 1966 anche i suoi affluenti esondarono e causarono danni nelle aree circostanti. Come il torrente Ambra che mise a dura prova Levane e tutta la Valdambra, da Bucine fino a Pietraviva: case e cantine allagate, campi e strade inondati, auto portate via dalla forza dell’acqua. Quel giorno, poco prima della confluenza con l’Arno, il torrente raggiunse una portata di circa 1000 metri cubi al secondo.

Le precipitazioni iniziarono già nelle prime ore del 3 novembre, un giovedì, diventando in poche ore più intense e persistenti. Tra il 3 e il 4 novembre, in Toscana cadde una media di 200 millimetri di pioggia, ma in alcune zone il dato fu superato notevolmente, raggiungendo i 437 millimetri registrati a Badia Agnano.

A raccontare quello che accadde in particolare ad Ambra è Sergio Cerri Vestri, persona nota della zona, insegnante in pensione, giornalista e autore di due volumi sugli eccidi del 1944 in Valdambra. Il livello dell’acqua raggiungeva un metro di altezza lungo l’attuale Provinciale 540 che attraversa il centro abitato, in alcuni punti anche più alto.

 

 

Due episodi sono al centro dei ricordi di Cerri Vestri, che racconta come tre persone riuscirono a mettersi in salvo dal tetto della propria auto grazie ad alcuni operai di una fabbrica vicina che lanciarono una fune per portarli in salvo. "La fortuna ci ha assistito, non ci furono vittime in paese, ma la situazione era drammatica”.

 

 

Per alcune ore la frazione era praticamente isolata, le strade non erano percorribili, “anche se nel giro di alcune ore il fiume iniziò a rientrare”. Il torrente Ambra uscì dagli argini anche all’altezza del ponte di Vepri, poi a Bucine e a Levane, come documentano alcune foto che saranno esposte da sabato al Chiostro di Cennano a Montevarchi per la mostra organizzata dall’associazione Fotoamatori Mochi.
 

1966, 3 novembre: Fabbrica di Levane devastata dall'Ambra [Ph. Gastone Rotesi - Arch. Comune Montevarchi]

 

L’Ambra fece paura anche nel 1992, insieme ai torrenti Lusignana e Trove, in misura minore rispetto all’alluvione storica del 1966, ma a Capannole causò una vittima che rimase intrappolata nella propria auto e venne portata via dalla forza dell'acqua del Trove. “Anni dopo, per evitare queste situazioni, a monte di Ambra hanno realizzato una cassa d’espansione a bocca tarata. A questa si aggiungono anche i recenti lavori delle arginature inaugurati recentemente e per fortuna episodi simili da allora non si sono più verificati”.

 

Cronaca

 
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