10.08.2012  16:33

La Commissione Europea sblocca la Tav : le terre di scavo non sono considerati rifiuti ma "sottoprodotti" e verranno quindi portati nell'area ex mineraria di Cavriglia

di Serena Paoletti
Potrebbero ripartire a breve i lavori per la realizzazione del sottoattraversamento di Firenze per l'alta velocità ferroviaria. La Commissione Europea ha dato in un certo senso il via libera ad una normativa del ministero dell'ambiente.Le terre non sono considerate rifiiuti ma sottoprodotti e quindi non pericolosi. Nell'area ex mineraria di Cavriglia quindi arriveranno 2.850.000 metri cubi di materiale di scavo .


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Data della notizia:  10.08.2012  12:24  /  Ultimo aggiornamento:  10.08.2012  16:33

Già da settembre potrebbero arrivare nell’area ex mineraria di Cavriglia le terre di scavo provenienti dal sottoattraversamento dell’ alta velocità di Firenze.

La notizia arriva dalla Commissione Europea che ha dato il via libera ad una normativa  del ministero dell’ambiente che introduce modifiche sulla tipologia delle terre di scavo che fino ad ora non potevano essere conferite nell’area ex mineraria perché considerate rifiuti. Con la non obiezione della Commissione Europea le terre diventano “sottoprodotti” e quindi non pericolose. Possono quindi essere portate in Valdarno.

Le terre di scavo dell’ alta velocità fiorentina  arriveranno nell’area ex mineraria attraverso la ferrovia.Vi verranno conferiti  2 milioni e 850mila metri cubi di terre del peso di 5,7 milioni di tonnellate che verranno estratte dalle gallerie. Il tutto era stato bloccato dai comitati No Tav e ambientalisti di Firenze che tramite ricorsi erano riusciti a fermare le ruspe al lavoro per il sottoattraversamento.

Il fatto che adesso le terre di scavo siano considerate sottoprodotti  sblocca il proseguo degli interventi. I treni con le tonnellate di materiale inizieranno ad arrivare in Valdarno come detto forse già da settembre. A meno che non non vengano presentati ulteriori ricorsi. Il materiale servirà  per realizzare due colline di fronte alla centrale di Santa Barbara. Il materiale da scavo da adesso "è idoneo ad essere utilizzato direttamente – si legge nel  regolamento - ossia senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale".

In buona sostanza  la terra di scavo viene considerata come terra qualsiasi e non inquinante, non rifiuto. In questo ultimo caso sarebbe stato necessario il passaggio in discarica, con notevoli costi aggiuntivi.




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