28.09.2016  07:00

La Colombia a Piazzamondo: tra danze e folklore, per raccontare un paese in cambiamento

di Davide Torelli
Abbiamo intervistato la rappresentante della comunità colombiana montevarchina, Olga Oviedo, intenzionata a testimoniare la gioia di vivere della sua terra, senza dimenticare l’impegno sociale.


Un’occasione per presentare le tipicità del proprio paese, per favorire uno scambio culturale e regalare una parte delle proprie radici alla città che li ospita, divenuta ormai casa loro: è questo il senso di Piazzamondo per Olga Oviedo, rappresentante della comunità colombiana che parteciperà all’evento montevarchino con altre comunità straniere.

“Ho accettato di rappresentare la Colombia già nell’edizione di Piazzamondo nel 2013, all’interno della Notte di Stelle, perché l’amore per il folklore e le tradizioni locali mi è stato tramandato dai miei genitori, e l’occasione di poter condividere uno spazio simile con le altre comunità presenti e i montevarchini, mi è subito piaciuta. Per questo già nel 2013 come Colombia abbiamo portato i vestiti del Carnaval de Barranquilla, aiutati da un associazione culturale con sede a Firenze che si chiama "Colombia Es", e partecipato con i nostri colori e le nostre danze all’evento”.

Residente a Montevarchi dal 2009, laureata in farmacia e di professione parrucchiera, Olga ci racconta con contagioso entusiasmo le sue sensazioni e l’importanza di poter presentare la cultura colombiana in una iniziativa che sia augura sia molto partecipata:

Spero che Piazzamondo possa crescere nel tempo, ampliarsi ulteriormente e portare a Montevarchi tanta gente e tanto turismo: la formula può crescere ulteriormente se funziona, ci si può investire e si possono coinvolgere ancora più persone sia delle comunità che italiane. Credo che un evento del genere sia il miglior investimento sugli stranieri che un comune possa fare: non c’è modo migliore per favorire l’integrazione che permettere alle comunità di raccontarsi e di amalgamarsi con la cultura del luogo, quella di Montevarchi”.

Parlare dell’attualità del proprio paese, lontana da casa: sembra essere questo il bisogno primario della comunità colombiana montevarchina, in un momento storico molto importante:

“Questo è un momento politico importantissimo per la Colombia: la recente negoziazione di pace tra il Governo e la Guerriglia potrebbe mettere la parola fine a quella che è una guerra civile che dura da oltre 60 anni. Io ho vissuto a lungo a Medellin studiando all’università, e posso testimoniare come la guerra sia ormai entrata nel DNA dei colombiani: la gente del mio paese si è abituata da tempo a convivere con morti, rapimenti e attentati. Proprio domenica 2 Ottobre si terrà nel mio paese un Referendum popolare per rendere effettivo il recente accordo. Abbiamo l’occasione di determinare un futuro diverso, di ricostruire un paese nuovo e dare contemporaneamente l’opportunità ai nostri figli di non vivere quello che abbiamo vissuto noi”.

“Per questo abbiamo deciso di promuovere il Si al Referendum, a favore della pace definitiva in Colombia e dell’accordo, e di prendere questa posizione in occasione proprio di Piazzamondo. Per fare questo ho fatto una “Silletta”, un oggetto tipico della cultura di Medellin: si tratta di una piccola sedia di legno che i contadini delle campagne si portano sulle spalle, per trasportare i fiori che intendono vendere al mercato della città. Con il tempo e per invogliare l’acquisto, le Silletas sono diventate portatrici di autentiche composizioni floreali artistiche, che ogni anno vengono premiate nel concorso di una delle feste popolari più importanti a Medellin, la "Feria de las Flores" (il Festival dei Fiori). Per l’occasione ho quindi fatto una Silletta che esporremo nel nostro spazio all’interno della festa, con l’intento di promuovere la nostra posizione rispetto a questo momento fondamentale per il futuro del nostro paese”.


Un modo, quindi, per sentirsi più vicini a eventi del proprio paese, ritenuti storici e decisivi.

“Come nella seconda edizione di Piazzamondo, riproporremo i vestiti del Carnaval de Barranquilla, stavolta però all’interno di una sfilata multiculturale, dove sfileranno per Via Roma tante ragazze a rappresentanza della propria comunità con abiti tipici. Ho messo a disposizione la mia esperienza nell’organizzazione di questa parte di evento, visto che collaboro da quattro anni con il concorso di bellezza “Miss Bellezza Latina”, che si tiene a Siena ogni Settembre. Molte delle ragazze che hanno partecipato all’edizione di quest’anno, saranno presenti nella sfilata di Montevarchi, accompagnate dai balli e dalla musica dei “Sin Fronteras”, associazione fiorentina di promozione del folklore latinoamericano”.

 

Come già detto, l’entusiasmo di Olga e l’amore per la sua terra di origine la porta a guardare avanti con fiducia, proprio in relazione alle edizioni future di Piazzamondo:

“Mi piacerebbe in un futuro poter portare a partecipare a questa manifestazione artisti e amici colombiani di Medellin, per fargli vedere Montevarchi, perché sono veramente orgogliosa di far parte di un evento simile nella città dove vivo. Per lo stesso motivo voglio far in modo che si conosca la tradizione e la cultura colombiana a prescindere dagli stereotipi che si sentono in giro: spesso nell’immaginario collettivo quando si pensa al mio paese , si pensa al narcotraffico e alla cocaina. Vivendo a Medellin dal 1986 sono stata testimone del periodo più triste della lotta al narcotraffico, e anche dell’uccisione di Escobar stesso. Indubbiamente non si possono nascondere le molteplici problematiche che ci sono state e che esistono attualmente in Colombia, ma credo sia giunta l’ora di far conoscere anche la parte positiva del nostro paese, visto che della parte negativa se ne parla continuamente: le danze, i vestiti tipici, la Cumbia, il Vallenato. Credo sia necessario che questa mentalità distruttiva che sempre evidenzia ed ingrandisce i lati negativi e pericolosi di un paese, cambi”.

“La Colombia è un paese pericoloso? Da innamorata delle mie origini, posso rispondere solo che in Colombia 'l’unico pericolo è quello di andare, e decidere di restare', come dice una campagna turistica! Il mio è un paese che ha vissuto in guerra civile per oltre 60 anni, e che malgrado questo non ha perso la voglia di sperare, di divertirsi, di costruire un futuro diverso: malgrado tutti questi anni tra la guerra, una cosa che non manca mai nel cuore di noi colombiani è la gioia di vivere. Abbiamo una grande forza d’animo, e ci piace dimostrarlo ovunque, anche da emigranti e anche a Montevarchi in questa splendida iniziativa”.

Gioia di vivere che Olga e la comunità colombiana testimonieranno all’interno del programma di Piazzamondo, partecipando con le loro tradizioni alla giornata di festa.   

 

Cultura

 
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