13.06.2019  19:13

La collezione del Museo del Cassero si arricchisce di due nuove opere: frutto della donazione dell'antiquario Pratesi

di Glenda Venturini
Si tratta di un busto in marmo di Raffaello Romanelli e di un bassorilievo in gesso di Antonio Maraini, entrambi scultori che hanno lavorato a cavallo fra '800 e '900


(Da sinistra: la Direttrice Tiripelli, la moglie di Pratesi, l'assessore Isetto)

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Data della notizia:  13.06.2019  19:13

Due nuove sculture sono entrate a far parte della collezione permanente de Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e Novecento, il museo civico di Montevarchi. Entrambe sono arrivate grazie alla donazione dell'antiquario fiorentino Giovanni Pratesi, a lungo Presidente dell’Associazione Antiquari d’Italia e fondatore della Fondazione Giovanni Pratesi, con sede a Figline.

Le due opere sono, rispettivamente, un busto in marmo, opera di Raffaello Romanelli; e un grande bassorilievo in gesso di Antonio Maraini. "Si tratta di due importanti scultori, attivi tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento - ha ricordato la Direttrice del museo, Federica Tiripelli - due opere che vanno ad aggiungersi alla nostra ampia collezione permanente". Presente alla presentazione la moglie dell'antiquario Giovanni Pratesi, che ha ricordato le radici che lo legano al Valdarno; e l'assessore alla cultura Maura Isetto. "Un arricchimento per il nostro Museo, di cui ringrazio Giovanni Pratesi e la Direttrice Tiripelli per le relazioni che riesce a tessere", ha detto. 

 


I due artisti e le opere donate 


Raffaello Romanelli (Firenze,1856-1928),  figlio dello scultore  Pasquale Romanelli studia all’Accademia di Belle Arti di Firenze e prosegue la propria formazione a Roma. Lavora aderendo inizialmente al gusto verista e naturalista. Si specializza in ritratti, scene di genere e animali, ma viene richiesto anche per l’esecuzione di opere di genere funerario e celebrativo.

Il ritratto maschile in marmo, nelle collezioni del Museo, realizzato alla fine dell’Ottocento, mostra le doti ritrattistiche dell’artista, attento alla resa dei dettagli, non solo fisici, ma anche relativi all’abbigliamento, permettendo così anche l’identificazione psicologica del personaggio rappresentato.


 
Antonio Maraini (Roma, 1886; Firenze, 1963) affianca gli studi legali alla passione per l’arte, nata anche grazie all’attività di mecenatismo del padre, la cui casa era frequentata da intellettuali e artisti. Segue gli insegnamenti di Pietro Toesca e Adolfo Venturi, frequenta prima lo studio di Bargellini e Prini e, successivamente, tra il 1910 e il 1915, quello di Zanelli. La sua opera d’esordio «Perseo», esposta a Bruxelles nel 1910, denota l’iniziale adesione al simbolismo bistolfiano, mentre dopo la Grande Guerra il tono del suo lavoro diventa più intimo. Dalla seconda metà degli anni Venti realizza importanti opere pubbliche e private, ottiene numerosi e prestigiosi incarichi pubblici.

L’opera entrata nella collezione de Il Cassero è l’importante gesso monumentale «Virtus», modello preparatorio per una formella bronzea del portale del Palazzo della Cassa Nazionale delle Assicurazioni Sociali di Milano, progettato dal celebre architetto Marcello Piacentini ed inaugurato il 26 ottobre 1931.


 

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