22.04.2012  20:39

La carovana antimafie di Libera a Bucine: il gioco come attività di socializzazione e il gioco d’azzardo come dipendenza

di Federica Crini
La tappa a Bucine sabato scorso, con la collaborazione dell’amministrazione comunale. Presso il circolo Arci laboratori per bambini e una tavola rotonda per i più grandi


Grazie alla partecipazione e collaborazione dell’amministrazione comunale, la carovana antimafie di Libera si è fermata a Bucine nella giornata di sabato. Una carovana in viaggio per sensibilizzare e stimolare riflessioni su temi come diritti, democrazia e giustizia sociale. Partita lo scorso 11 aprile da Roma, arriverà l’11 ottobre in Sicilia dopo aver attraversato tutte le regioni italiane, alcune città francesi e la Tunisia.
 
A Bucine, presso il circolo Arci, il programma ha coinvolto inizialmente i bambini per una serie di giochi, laboratori e attività a cura di alcune associazioni del territorio, sulla scia del tema centrale di quest’anno di libera, cioè “Giocare il giusto”, poiché “giocare vuol dire creare, incontrare, ridere , crescere bene”. Erano presenti i bambini del progetto doposcuola "L'isola Kirikù" di comune e associazione Diversi Uguali di Bucine, oltre a quelli del Consiglio Comunale dei ragazzi.
 
La prima parte del pomeriggio dedicata al gioco come attività positiva, di socializzazione, mentre a seguire una tavola rotonda dedicata agli adulti sul gioco d’azzardo, dietro al quale a volte si possono presentare le organizzazioni mafiose. “Giocare il giusto? – Perché a volte giocare non è solo un gioco” con interventi sul problema della dipendenza da gioco con la testimonianza dell’associazione Mirimettoingioco in aiuto dei giocatori e delle loro famiglie.
 
Un argomento molto delicato, al quale Libera è vicina anche in Valdarno con la partecipazione al Sert, il servizio tossicodipendenze che si interessa di aiutare e sostenere coloro che sono vittime di vari tipi di dipendenze, tra cui appunto il gioco. Negli ultimi due anni sono state quasi 70 persone che si sono rivolte a questo servizio territoriale con 18 sale giochi individuate nel Valdarno nei comuni di Figline, Incisa, Reggello, Montevarchi, San Giovanni e Terranuova, senza contare i bar che vendono gratta e vinci e ospitano slot machines.
 
L’incontro è stato aperto da Sergio Serges, referente per Libera Valdarno, che ha introdotto l’argomento riprendendo alcuni dati riportati nel libro “Azzardopoli” di Daniele Poto, la terza impresa italiana con 76,5 miliardi di euro fatturati legalmente e una stima di dieci miliardi invece illegali, dove anche alcuni clan mafiosi sono riusciti a infiltrarsi.
 
La giornata si è conclusa con la cena della legalità nei locali della parrocchia, alla presenza di un centinaio di persone. Tutto il ricavato è stato devoluto alla Carovana Antimafie e alle cooperative che gestiscono i terreni confiscati alla mafia.
 

Cronaca / Cultura

 
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