L'Unione dei comuni del Pratomagno precisa la legittimità del contributo di bonifica
L'Unione del Pratomagno precisa alcuni dettagli giuridici sulla tassa di bonifica.
L’Unione dei Comuni del Pratomagno ha deciso di chiarire alcuni aspetti relativi al contributo che i cittadini pagano per il consorzio di bonifica, oggetto di alcune polemiche e negli ultimi giorni anche di
una raccolta di cartelle nelle zone della Valdambra.
Il Comprensorio di bonifica dell’Unione gestisce il servizio nel nostro territorio e la tassa in questione nasce dalla normativa della Regione in materia di opere di bonifica di borri e torrenti, la n. 34 del 1994, dove viene specificato che il contributo rappresenta la quota che spetta ad ogni consorziato per le spese dell’attività di bonifica, nonché per le spese di funzionamento del consorzio.
Tramite un comunicato, l’ente vuole informare gli abitanti del Valdarno che le sentenze emesse in secondo grado dalla Commissione Tributaria Regionale di Firenze hanno dato ragione al Comitato di bonifica, a dispetto di ciò che era stato deciso in primo grado dalle Commissioni Provinciali.
In tal modo viene dimostrata la correttezza dell’operato della Comunità montana e la necessità del contributo di bonifica, utile per la protezione ambientale: “Tutto ciò è diretto a migliorare la qualità della vita nelle aree a rischio idrogeologico. Ma le sentenze vanno anche oltre, affermando un altro importantissimo principio: una volta riconosciuta la natura pubblica del contributo richiesto dal Consorzio, se ne deve presumere la sua legittimità. Non è solo la giurisprudenza a dar ragione al Consorzio, ma recentemente anche la Conferenza Stato-Regioni che ha confermato la valenza dell’azione della bonifica sul territorio”.