20.07.2016  23:08

L'ipotesi Linea lenta fa infuriare i pendolari: "Inaccettabile vessazione, per noi i tempi di percorrenza si allungano"

di Glenda Venturini
Quella sperimentazione, i cui esiti sono stati definiti "positivi" dalla Regione, non è mai piaciuta al Comitato Pendolari del Valdarno. E ora il giudizio è netto: "No alla separazione dei treni regionali dalla Direttissima Alta Velocità, no linea Lenta aretina, no alla prosecuzione della sperimentazione"


Il portavoce del Comitato, Maurizio Da Re
È una durissima contestazione, quella del Comitato Pendolari Valdarno Direttissima: contro una sperimentazione prolungata sulla linea lenta per due treni regionali che potrebbe aprire le porte a quella prospettiva su cui si sono sempre opposti i membri del comitato valdarnese, e cioè lo spostamento dalla Direttissima alla Lenta. 

Oggi la Regione ha pubblicato i dati relativi alla puntualità, in aumento nei due treni spostati sulla Lenta. E su questo si incardina la protesta del Comitato. "La Regione vuole verificare la separazione dei treni regionali dalla linea Direttissima Alta Velocità, A Firenze come nel Valdarno - afferma il portavoce dei pendolari valdarnesi, Maurizio Da Re - ma così si penalizzano e si vessano inutilmente per altri mesi le centinaia di pendolari del Valdarno, che useranno i due treni spostati e che saranno costretti con l'allungamento della tratta, ad aumentare tempi di viaggio e a subire ulteriori ritardi". 

Il portavoce dei pendolari ricorda che il comitato ha dichiarato in più occasioni di essere contrario alla sperimentazione, "perché è il 'cavallo di Troia' per spostare dalla Direttissima AV altri treni dei pendolari. Non è con l'allungamento della tratta e dei tempi di viaggio dei pendolari che si risolvono le interferenze con l'Alta Velocità e gli 'inchini' ai Freccerossa e Italo". La quotidianità racconta infatti di treni regionali che danno la precedenza all’Alta Velocità per l'ingresso in Direttissima, a Firenze Rovezzano e a Valdarno Nord, con sosta forzata e conseguenti ritardi dei treni dei pendolari.

"Meno male che secondo la Regione la sperimentazione doveva durare pochi mesi dal suo inizio, a dicembre scorso - continua Da Re - e non si può dimenticare il presidente regionale Rossi che due anni fa diceva che non avrebbe firmato con Trenitalia il nuovo contratto  (adesso prossimo alla sottoscrizione), se non fosse stato risolto il problema degli inchini a favore dei treni regionali: infatti ora la Regione punta alla separazione dei flussi ferroviari, con treni Alta Velocità da una parte e treni regionali dall'altra, però a danno dei pendolari".

Nel merito dei due treni sottoposti a sperimentazione, Da Re aggiunge: "Il 2317 Firenze-Roma, che parte alle 19.13 da S.M.Novella, sulla Lenta allunga ufficialmente di 5 minuti l'arrivo alla stazione di Figline, da orario alle 19.43, ma non è mai puntuale. Va pure incluso il ritardo implicito di altri 5 minuti, perchè sulla Direttissima i tempi reali di percorrenza sono inferiori a quelli ufficiali. Quindi in tutto la sperimentazione del treno 2317 costa ogni giorno al pendolare valdarnese dai 10 ai 15 minuti in più di viaggio. Di questa inutile vessazione e dei tempi di viaggio allungati per altri mesi, forse fino a dicembre - conclude Da Re - i pendolari del Valdarno ringraziano l'assessore regionale Ceccarelli, che consente ancora questa sperimentazione utile solo a Ferrovie per tentare di dimostrare a tutti i costi che i pendolari possono essere sfrattati dalla Direttissima".
 
Aggiornamenti
Più di una settimana fa
Ceccarelli replica a Da Re e assicura: "Sperimentazione solo su quei due treni"
"Certo che Maurizio Da Re proprio non ce la fa a occuparsi di Regione senza ricorrere a strumentalizzazioni e forzature. Posso spiegarmi solo così la sua uscita sul report che fa il punto sulla sperimentazione dei due treni della tratta Firenze-Roma instradati sulla cosiddetta linea lenta. Però faccia uno sforzo, provi a leggere quei dati con onestà intellettuale e non attribuisca a me conclusioni che sono sue". L'assessore ai trasporti Vincenzo Ceccarelli replica così all'esponente del Comitato pendolari del Valdarno. "Il report - prosegue - ha un significato squisitamente tecnico, mentre l'utilizzo che ne fa Da Re è del tutto strumentale e politico. Chi vuole approfondire può andare a vedere il contenuto del rapporto e potrà facilmente capire che tutte le valutazioni fatte riguardano solo l'andamento dei treni 2317 e 2308, senza alcuna considerazione sulla questione ben più ampia della cosiddetta separazione dei flussi. Ribadisco che il percorso di sperimentazione prosegue e che abbiamo raccolto numerosi consensi dagli utenti solo per il fatto di aver rimesso il treno in orario al minuto 13, cosa che non sarebbe stata possibile senza instradamento sulla cosiddetta linea lenta. Confermo anche che non siamo per niente soddisfatti dell'andamento del treno nel tratto tra il Valdarno e Arezzo e su questo abbiamo chiesto a Rfi di intervenire. A fine anno – conclude – tireremo le conclusioni, che, quali che siano, riguarderanno esclusivamente i due treni oggetto di sperimentazione e niente altro, contrariamente a quanto vorrebbe far intendere chi vuole solo fare polemica per conquistarsi un po' di visibilità a buon mercato".

Cronaca

 
comments powered by Disqus