13.01.2017  19:32

L’Iperrealismo di Tommaso Balsimelli

di Davide Torelli
Il giovane illustratore levanese, utilizzando tecniche particolari, riproduce in modo fedele oggetti della quotidianità attraverso i suoi disegni.


Per lo speciale sui giovani artisti valdarnesi, abbiamo incontrato Tommaso Balsimelli, levanese di 18 anni che frequenta l’Istituto Tecnico Industriale ad Arezzo con indirizzo chimico. Contemporaneamente agli studi, Tommaso porta avanti una passione per il disegno coltivata fin dalla più tenera età, sviluppata ultimamente seguendo tecniche particolari, con risultati sorprendenti.

 


Disegno fin da quando sono piccolo, e pur riconoscendo di non avere avuto doti innate particolari, si è sempre trattato di una pratica molto soddisfacente per me. Tuttavia fino al terzo anno di scuole superiori ho trascurato questa passione disegnando raramente, riprendendola da un paio di anni con continuità e specializzandomi in qualcosa di differente dai ritratti che ero solito produrre. Seguendo Marcello Barenghi, un pittore italiano piuttosto famoso ed attivo sui social, mi sono avvicinato al disegno di oggetti tridimensionali: intrapresa questa direzione, ho subito ottenuto riscontri positivi da conoscenti che avevano visionato le mie prime opere. Ho iniziato così ad acquistare attrezzature adatte e a fare pratica, riconoscendo i miei errori e provando a correggerli migliorandomi disegno dopo disegno”.


Nato a Milano nel 1969, Marcello Barenghi è illustratore ed esponente in Italia del disegno in tre dimensioni e dell’Iperrealismo, un fenomeno derivato dalla Pop Art per il quale gli artisti utilizzano tecniche particolari con l’obiettivo di riprodurre oggetti o volti in modo perfetto, tanto da creare l’illusione che si tratti di una fotografia, attraverso l’attenzione ai particolari e alle ombreggiature.


“In realtà l’Iperrealismo prevede l’utilizzo di tecniche molto complicate ed artificiose; diciamo che mi sto affacciando da autodidatta in un mondo artistico che ho provato a riadattare alle mie possibilità del momento. A livello tecnico disegno su cartoncino, dando un primo sfondo uniforme con i pantoni, disegnando sopra a questo con matite acquerellabili o acriliche, cercando di attenermi ad una riproduzione dell’oggetto il più fedele possibile alla realtà. Se dovessi analizzare i miei lavori, riconosco talvolta errori di prospettiva, ma sono consapevole di aver ancora tanto da migliorare e di poterlo fare solo attraverso la pratica, come fatto fino ad oggi. Come Barenghi, ho iniziato a pubblicare nella mia pagina Facebook video in time-lapse che riprendono tutto il processo di lavoro per ogni disegno, ovviamente velocizzati: mediamente impego tra le quattro e le cinque ore per completare un lavoro”.

 


Specializzandosi nella riproduzione di oggetti spesso banalizzati dall’uso quotidiano nella percezione di chi li osserva, Tommaso ottiene risultati veramente realistici, focalizzando l’attenzione dell’eventuale fruitore dei suoi lavori su dettagli spesso non considerati.


“Mi trovo all’inizio di un percorso che ho intenzione di proseguire, considerando la soddisfazione che provo ogni volta che giudico concluso un lavoro; sono consapevole che con il passare del tempo e iniziando l’Università, sarà sempre più complicato trovare spazi per poter continuare a praticare e a migliorarmi. Spero di continuare a dedicare momenti delle mie giornate al disegno anche in futuro, soprattutto perché rappresenta per me un’attività principalmente rilassante: un modo per scaricare le preoccupazioni quotidiane e la mia emotività, concentrandomi su un qualcosa che mi appassiona”.


Vista la giovane età, ma consapevole dei risultati, Tommaso non ha ancora avuto occasioni per mostrare i suoi lavori a livello locale.


“Non ho ancora avuto nessuna esperienza espositiva, potrebbe essere qualcosa di interessante magari in futuro. In Valdarno esistono comunque situazioni e spazi utilizzabili, che forse non offrono grandissima visibilità, ma che comunque possono rappresentare occasioni importanti per muovere i primi passi fuori dalla propria camera o studio, e farsi conoscere. Ho aperto la mia fan page su Facebook da poco più di un mese e sto ottenendo discreti consensi e consigli anche da persone più esperte di me:  l’idea è quella di proseguire principalmente a migliorarmi e poi vedere quello che succederà in futuro”.

 

 

 

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