26.03.2012 h 14:51 di  Monica Campani

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"Incompatibile una nuova discarica come quella de Le Borra”. I sindaci del Valdarno aretino formalizzano il 'no' alla discarica

Provincia di Arezzo ed i dieci comuni del Valdarno aretino hanno redatto e reso pubblico il documento con il quale si ribadisce la richiesta di stralciare il progetto di realizzare una discarica a Le Borra dal piano interprovinciale dei rifiuti. "Ogni eventuale rigetto da parte della Provincia di Firenze e dell’Ato Toscana Centro comporterà la necessità per tali soggetti di provvedere in proprio allo smaltimento dei rifiuti prodotti"
Lo hanno chiesto al presidente della Provincia di Firenze, lo hanno ribadito in coro in una conferenza stampa, adesso lo hanno di nuovo sottolineato con fermezza in un documento. La Provincia di Arezzo ed i dieci comuni del Valdarno aretino dicono ' no' alla discarica de Le Borra e chiedono lo stralcio del progetto dal piano interprovinciale dei rifiuti. Se così non dovesse essere, l'area della provincia fiorentina, ad eccezione del Valdarno, dovranno pensare di portare i propri rifiuti in un sito diverso da Podere Rota.

Il documento precede di poco tempo le osservazioni tecniche al piano che tutti insieme stanno redigendo. Questo il testo integrale.

"Il tema dei rifiuti, ormai da anni, rende il territorio del Valdarno protagonista delle politiche ambientali ben oltre i confini della vallata e della stessa provincia di Arezzo.
La discarica di Podere Rota è solo l’ultima di una lunga serie di discariche presenti nel nostro territorio. D’altronde non sono solo i comuni della provincia di Arezzo che hanno beneficiato degli impianti valdarnesi; è infatti dalla fine degli anni ‘90 che esistono accordi che stabiliscono rapporti di sinergia e reciprocità tra le Province di Arezzo e Firenze, che permettono ai comuni del Valdarno Fiorentino e della Val di Sieve di conferire rifiuti all’impianto di Podere Rota. Gli stessi accordi prevedono anche che una parte dei rifiuti di Firenze siano conferiti nell’impianto valdarnese. Tutto ciò presuppone che una volta costruito il termovalorizzatore di Selvapiana, presso lo stesso, saranno destinati una quota di rifiuti della provincia di Arezzo. La pianificazione della Provincia di Firenze prevede da molti anni la costruzione di una discarica nella zona de “Le Borra” nel comune di Figline Valdarno, sul confine del comune di Cavriglia e a poche centinaia di metri dal centro urbano di San Giovanni Valdarno e dalla discarica di “Podere Rota”. Quell’impianto è stato inserito all’interno del “Piano interprovinciale dell’ATO Toscana Centro” con la previsione di accogliere 1 milione di tonnellate di rifiuti. A quella previsione si sono sempre opposti i comuni confinanti del Valdarno aretino ed il comune di Figline Valdarno ed, oggi, questa opposizione è ancora più forte considerato che, in questi anni, la percezione del problema della presenza delle discariche nel nostro territorio si è molto acuita e ciò che poteva essere accettabile ieri oggi non lo è più, soprattutto a causa delle dinamiche che hanno interessato l’impianto di Podere Rota. Alla vicenda dell’ampliamento dell’impianto sopra citato, legata alla diffusione della problematica degli odori che, negli ultimi tempi, si è estesa a buona parte del territorio urbano di San Giovanni Valdarno e di parte del territorio di Castelfranco di Sopra, va aggiunta la presenza di due ex discariche RSU da bonificare poste nel territorio del comune di Cavriglia ed al confine con San Giovanni Valdarno. Tali condizioni rendono incompatibile una nuova discarica come quella de “Le Borra” che, anche se collocata nella provincia di Firenze, avrebbe ricadute sulla popolazione di San Giovanni Valdarno e Cavriglia. Proprio i due comuni che da decenni subiscono la presenza delle discariche che si sono succedute nel Valdarno.
Per questo motivo i comuni del Valdarno aretino si sono fatti portavoce, insieme alla Provincia di Arezzo, di una richiesta di stralcio dal Piano Interprovinciale dell’impianto previsto nel Comune di Figline Valdarno e si faranno promotori di opportune “osservazioni” al piano dell’ATO Toscana Centro, che prevedano quella soluzione. La pianificazione dello smaltimento dei rifiuti riguarda archi temporali che non sono di breve periodo. Perciò, nello spirito di massima collaborazione tra le istituzioni rappresentative delle comunità locali e gli altri soggetti coinvolti nella pianificazione in materia di rifiuti, è necessario trovare soluzioni che, garantendo l’efficienza e la sostenibilità del Piano Interprovinciale FI-PO-PT, riducano al massimo l’impatto ambientale e fruiscano a pieno delle possibili sinergie tra i diversi ambiti gestionali individuati dalla Regione Toscana. In virtù di questo una soluzione potrebbe essere legata proprio alla presenza dell’accordo interprovinciale che già esiste e che pone la discarica di “Podere Rota”, quale impianto dove smaltire una parte dei rifiuti prodotti dai Comuni fiorentini. Quell’accordo potrebbe essere la base di un ragionamento più ampio che, sotto il coordinamento della Regione Toscana, impegnata nella predisposizione del Piano Regionale dei Rifiuti, dovrebbe coinvolgere altri soggetti operanti nel campo dello smaltimento dei rifiuti, in particolar modo la Provincia di Pisa con la discarica di Peccioli e i relativi ATO. La sinergia tra questi organismi istituzionali potrebbe offrire alla Provincia di Firenze la garanzia della copertura dei propri bisogni. Naturalmente partendo dal presupposto che quest’ultima garantisca tempi certi nella realizzazione dei due impianti di termovalorizzazione di Selvapiana e Case Passerini. Quest’operazione renderebbe non più indispensabile la costruzione dell’impianto de “Le Borra” che, in questo caso, potrebbe essere stralciato dalle previsioni di piano. Noi siamo certi che sarebbe una scelta lungimirante che, oltre a garantire la sicurezza del servizio al territorio fiorentino, comporterebbe un evidente risparmio di costi legati alla realizzazione di una nuova discarica, evitando di aprire una nuova ferita sul territorio valdarnese, che da troppi anni si fa carico di ospitare impianti di smaltimento non destinati solo all’autosufficienza. La presente proposta rappresenta lo sforzo compiuto dalla Provincia di Arezzo e dal Valdarno Aretino per superare il problema legato alla realizzazione della discarica per rifiuti a “Le Borra” e per garantire al tempo stesso la sostenibilità del sistema di smaltimento dei rifiuti in provincia di Firenze. Ogni eventuale rigetto da parte della Provincia di Firenze e dell’ATO Toscana Centro comporterà la necessità per tali soggetti di provvedere in proprio allo smaltimento dei rifiuti prodotti, ad eccezione di quelli del Valdarno Fiorentino".






 

Data della notizia:  26.03.2012 h 14:51

 
 
 
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