15.07.2015  13:11

Incendio lungo i binari, il giorno dopo è polemica. Malori nel treno fermo sotto il sole, poche informazioni in stazione. "Situazione da quarto mondo"

di Glenda Venturini
Sul regionale lento 23521 di ieri i viaggiatori sono rimasti bloccati oltre due ore, senza elettricità né aria condizionata: il treno è stato bloccato per lo spegnimento dell'incendio. Chiamate al 118, mentre la lenta è rimasta chiusa per quattro ore. E sono 45 i treni con ritardi, e 20 quelli cancellati. Mugnai: "Una sevizia bella e buona"


Il giorno dopo l'incendio che ha bloccato la linea lenta per quattro ore, è il momento della polemica più rovente. Quella dei pendolari che si sono trovati ad affrontare una vera odissea, senza la minima comunicazione o informazione, con poca assistenza a bordo e soprattutto sotto il sole. 

Tanto che dal regionale lento 23251 delle 16:22 da Firenze, quello che è stato bloccato a un passo dalle fiamme, sono partite anche delle richieste di soccorso al 118. Fermi poco dopo Rovezzano, senza elettricità e senza aria condizionata a bordo, con la poca aria dei finestrini aperti, alcuni passeggeri hanno accusato malori. Traghettato da una motrice a gasolio solo dopo due ore, il treno è ritornato indietro fino alla stazione di Campo di Marte, dove la Croce Rossa ha fornito assistenza ai passeggeri. 

Per tutti coloro che invece non erano a bordo del treno rimasto due ore sotto il sole, l'agonia si è consumata in stazione. "Nessuno che si preoccupava di avvisarci sui treni in partenza, sulla situazione, su cosa stesse succedendo", raccontano i pendolari. "Una situazione da quarto mondo, senza un piano efficace per gestire l'emergenza. In balìa di quello che succedeva". 

Lo stesso bollettino fornito in serata da RFI è degno di una scena di guerra. Alle ore 21.06 è stata riattivata la circolazione tra le stazioni di Firenze Rovezzano e Compiobbi: era stata chiusa poco prima delle 17.30. Hanno subito ritardo 45 treni, con ritardi compresi tra 10 e 40 minuti; sono stati cancellati 10 treni per l'intera tratta, 10 treni parzialmente e 8 treni sono stati istradati in linea Direttissima da Firenze Campo Marte a Figline. Sono stati utilizzati 6 autobus sostitutivi, per raggiungere le stazioni della linea Lenta non servite dalla Direttissima. 

Durissimo il consigliere regionale di Forza Italia, il valdarnese Stefano Mugnai, pendolare della tratta che si è trovato in mezzo al caos. "Per la precisione era quello delle 19.09 che da Firenze Santa Maria Novella sarebbe dovuto partire col suo carico prevalentemente di pendolari giù verso il Valdarno e poi via in direzione Arezzo. Era guasto, dice. Il che ha costretto i pendolari orfani del loro convoglio ad ammonticchiarsi sul treno successivo. Mal siccome le disgrazie non vengon mai da sole, ecco che un incendio divampato a sfavor di binari ha provocato rallentamenti e ritardi trattenendo i viaggiatori stremati in carrozza".

"Il condizionatore era guasto, il che ha fatto quasi divampare un nuovo incendio: sì ma di rabbia, questa volta, tra i passeggeri a bordo. Chi semiliquefatto, chi mezzo svaporato, tra tutti si sono limitati all'invettiva. E alle pubbliche denunce. Il condizionatore fuori uso in una scatola di lamiera con 40 gradi all’esterno non è curare il caldo – commenta ancora Mugnai – ma una sevizia bella e buona.  Per non parlare della corsa soppressa per guasto al treno".

E stamani nelle stazioni valdarnesi ancora disagi, conseguenze dei problemi di ieri e del mancato transito di molti treni. "L’odissea continua - denuncia Stefano Mugnai - treno per Firenze atteso a Montevarchi per le 7.56 cancellato per guasto treno. Altro che swing e minuetto con cui Ceccarelli tenta di incantare le platee di viaggiatori: qui la musica dei treni è tutta da riarrangiare". 
Aggiornamenti
Più di una settimana fa
Il Comitato Pendolari: "Trenitalia incapace a gestire l'emergenza"
"Quella di ieri è stata una giornata da incubo e piena di rabbia per migliaia di pendolari del Valdarno e soprattutto per quei 200 rimasti intrappolati per ore nel treno bloccato a Compiobbi per l'incendio, senza aria condizionata e abbandonati da Trenitalia, incapace di gestire l'emergenza". E' questo l'amaro commento del portavoce del Comitato Pendolari Valdarno Direttissima, Maurizio Da Re. "La rabbia è stata tanta per i disagi soprattutto per i pendolari bloccati sul treno delle 16.22 - accusa Da Re - porte esterne e finestrini chiusi, senz'aria condizionata, senza acqua, senza informazioni, senza soccorsi da parte di Trenitalia, con anziani e bambini a bordo, e trainati da un locomotore diesel dopo oltre due ore". Ma tanti sono stati i disagi dei pendolari che da Firenze volevano tornare nel Valdarno, con la linea aretina in tilt: treni soppressi e quindi sovraffollati quelli in viaggio, in ritardo, senza informazioni certe e senza annunci sui bus sostitutivi, con ripetuti 'inchini' dei treni regionali alle Frecce per l'ingresso in Direttissima: "è stata la pagina facebook del comitato il centro di informazione su quanto stava accadendo sulla linea, fra soppressioni e ritardi" afferma Da Re. "E la cosa che fa avvilire è che probabilmente a causare l'incendio potrebbero essere state le scintille di una ruota bloccata di un treno in transito. Non bastano treni vecchi, senza aria condizionata, i ritardi e gli inchini all'Alta Velocità - conclude il portavoce Da Re - se ci mettono anche i guasti come la ruota bloccata a provocare l'incendio e a mandare in tilt la linea, vuol dire portare all'esasperazione i pendolari del Valdarno e a forme di protesta più radicali". E c'è già chi propone lo sciopero dell'abbonamento per il prossimo autunno.

Cronaca

 
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