Imu: previste entrate per il 35% in più rispetto all'Ici. "Ma il 40% andrà allo Stato: perciò il comune non aumenti le aliquote ma tagli la spesa pubblica"
I movimenti di opposizione Prima Montevarchi e Democratici e Progressisti firmano un documento congiunto sull'Imu: secondo le loro previsioni, gran parte dell'incasso andrà allo Stato, e non al comune di Montevarchi. La proposta? "Una spending review che ci consenta di tagliare inefficienze e sprechi, senza ulteriori aggravi sui cittadini"
Una doppia proposta viene lanciata dai due movimenti politici che siedono sui banchi di opposizione a Montevarchi, cioè Democratici e Progressisti e Prima Montevarchi. Da un lato, l'invito al comune a non aumentare le aliquote base dell'Imu; dall'altro, un'operazione di contenimento della spesa pubblica che parta da un taglio netto agli sprechi.
Solo così, sostengono i due gruppi politici, sarà possibile rendere più efficiente la macchina comunale senza pesare sulle tasche dei cittadini più di quello che già si deve fare. "Pur procedendo con l'applicazione delle aliquote basi, come fissate a livello centrale, il prelievo IMU complessivo a Montevarchi sarà superiore di oltre il 35% rispetto a quella che era l'entrata ICI. A fronte di questo salasso imposto alle famiglie ed alle imprese, però, il Comune non riuscirà neanche a raggiungere le cifre che introitava con l'ICI sommata ai trasferimenti statali introdotti a compenso dopo l'abolizione dell'imposta sull'abitazione principale".
"Ciò in virtù del fatto che - scrivono i due movimenti congiunti - allo Stato andrà, peraltro in tempo reale, ben il 40% (ma probabilmente la stima è per difetto) dell'intero introito IMU. I contribuenti dovranno sopportare un prelievo di gran lunga superiore al precedente ed il Comune andrà ugualmente in sofferenza".
Alla luce di tutto ciò, la proposta è di non toccare le aliquote base: "Riteniamo che nell'attuale contingenza economica sia improponibile aumentare le aliquote base dell'IMU, almeno per ciò che concerne la prima casa e gli immobili del tessuto produttivo, specie di piccole dimensioni, così come anche per i terreni edificabili, che sono già sottoposti a prelievi gravosissimi in questo Comune".
La strada da percorrere, suggeriscono i responsabili dei due movimenti politici, è dunque un'altra. "Non rimane, allora, altra strada se non procedere con quella che nel mondo anglosassone è definita spending review, cioè la rivisitazione della spesa pubblica. In pratica è ormai imprescindibile attivare un processo che analizzi i capitoli comunali di spesa per individuare ogni possibile voce da tagliare e per evitare inefficienze e sprechi. Sino ad oggi hanno proceduto per slogan, oggi si tratta di agire concretamente per limare in maniera strutturale un bilancio che, per essere rispettato nella stesura prevista per l'anno in corso, provocherebbe un vero e proprio bagno di sangue sociale".
Secondo le opposizioni, margini per contenere la spesa pubblica ce ne sarebbero. "D’altronde è dall’inizio del mandato dell’attuale Sindaco che andiamo evidenziando rivoli di spesa inutile. Basti pensare all’avventuroso spostamento della biblioteca rispetto al quale ancora non è dato conoscere quello che comporterà in termini di effettiva ultimazione dell’opera e di costi della futura gestione, per non parlare di direzione artistiche con le collegate iniziative di nicchia. Così come riteniamo indispensabile procedere alla rimodulazione della pianta organica per il suo snellimento, alla rivisitazione del complesso delle forniture a vario titolo, al metodo di gestione delle stesse società partecipate, dal ciclo dei rifiuti alla farmacia comunale, fino a ripensare la scelta di mantenere il possesso di quote azionarie di alcune partecipate che potrebbero venire immesse sul mercato.
"Noi - conclude la nota congiunta - siamo disponibili a fare la nostra parte e ad assumerci tutte le conseguenti responsabilità politiche; indichiamo, pertanto, come prima occasione utile per avviare il processo di revisione della spesa, la seduta della Commissione Bilancio ed Affari Generali che si terrà lunedì' 21. Se, invece, l'esecutivo e la maggioranza che lo sostiene riterrà di tamponare la situazione forzando indiscriminatamente i prelievi, non potremo far altro che darne debito conto ai cittadini presentando in sede istituzionale l’istituzione di un’apposita commissione per l’individuazione e l’eliminazione di sprechi ed inefficienze".