04.05.2012 h 18:34 di  Glenda Venturini

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Imu: ancora nessuna decisione da Palazzo Varchi. L'appello del movimento Prima Montevarchi: "Apriamo al più presto un percorso partecipativo"

Montevarchi è tra i comuni che ancora non hanno stabilito quali saranno le aliquote Imu a carico dei cittadini. Anche se i tempi lo consentono, il movimento Prima Montevarchi chiede che la questione venga affrontata il prima possibile, in modo da non trovarsi all'ultimo momento con un 'pacchetto' di decisioni già blindate
Imu: ancora nessuna decisione da Palazzo Varchi. L'appello del movimento Prima Montevarchi: "Apriamo al più presto un percorso partecipativo"
Il comune di Montevarchi non ha ancora deciso quali saranno le aliquote Imu sugli immobili. D'altronde, di tempo ancora ce n'è: la scadenza, infatti, è quella del 30 giugno, data entro cui dovranno essere chiusi i bilanci preventivi dei comuni che conterranno gli aumenti Imu di competenza delle municipalità; la prima rata dell'Imu, che le famiglie dovranno pagare a giugno, sarà infatti calcolata sulla base standard del 4 per mille, senza tenere conto delle decisioni prese dai singoli comuni.

Ma molti dei comuni valdarnesi hanno già deciso, e quello di Montevarchi sta ormai diventando uno dei pochi casi di incertezza. Tanto che il movimento di opposizione Prima Montevarchi chiede alla giunta di affrettarsi. "Abbiamo portato la questione all’attenzione del Consiglio comunale che ha impegnato Sindaco e Giunta ad avviare in fretta un processo partecipato per arrivare a determinare un’imposizione equa e, per quanto possibile, sostenibile. Niente ad oggi ci è dato conoscere, nulla è stato trasmesso per l’avvio dell’esame alla competente commissione consiliare. Tutto ciò è inaccettabile, non vogliamo ridurci all’ultimo momento con un Consiglio comunale chiamato a votare un pacchetto chiuso del quale non si conoscono gli elementi scientifici sui cui aliquote e regolamento sono determinati".

"Noi - aggiungono i responsabili del movimento politico - vogliamo ribadire con forza la nostra posizione. Per quanto concerne gli immobili agricoli, proponiamo l'applicazione del minimo di legge; la nostra agricoltura, per quel poco che rimane sul territorio, non può venire affossata. Per la prima casa e le sue pertinenze l’imposizione di un’aliquota che porti ad un gettito complessivo non superiore a quello accertato nel 2007, ultimo anno di Ici. Ciò anche in virtù del fatto che le eccedenze rispetto a tale limite finiranno, sostanzialmente, nelle mani del Governo, e non nelle casse del comune. Per le seconde case, infine, applicazione dell’aliquota standard con agevolazioni fino al minimo di legge per quelle che sono classate catastalmente nelle categorie più basse".

"Discorso a parte, invece, per i terreni edificabili. Per fare cassa, negli ultimi Piani regolatori tutti i terreni della piana e buona parte di quelli limitrofi ai centri abitati di collina sono stati dichiarati edificabili con l’imposizione dell’aliquota massima di legge. Ma il mercato immobiliare residenziale è saturo, tecnicamente in recessione, e quindi la domanda per l’acquisto di terreni edificabili residenziali è praticamente nulla: i proprietari di queste aree, quindi, si trovano a dover pagare ingenti imposte Imu senza avere la minima possibilità di cederli. Per questo, è necessario ridurre drasticamente il livello impositivo, almeno fino a quando il mercato non darà segni di ripresa. Situazione analoga e, forse, anche peggiore per le aree edificabili produttive". 
 
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Data della notizia:  04.05.2012 h 18:34

 
 
 
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