04.10.2016  20:31

Il Social Point di Piazza Magiotti: luogo di incontro e attività per la vallata

di Davide Torelli
Il coordinatore del Patto Territoriale per la Salute Mentale, Sauro Testi, spiega gli obiettivi e le attività del neonato spazio montevarchino


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Data della notizia:  04.10.2016  20:31

Il nuovo Social Point, luogo fisico di scambio e incontro a piena disposizione delle associazioni di volontariato aderenti alla rete, è il progetto del patto territoriale per la salute mentale finanziato dalla regione attraverso la Usl 8 di Arezzo, presentato ormai 5 anni fa dalla Conferenza dei Sindaci di Zona e promosso anche da Koinè. Si trova in Piazza Magiotti a Montevarchi. Sauro Testi -ex Sindaco di Bucine- attualmente Responsabile della progettazione del Patto Territoriale per la Salute Mentale, spiega la funzione di questo nuovo spazio e i progetti ai quali è destinato.

Testi ci ha raccontato la genesi del Social Point dapprima in relazione al lavoro avviato con il Patto, in seguito attraverso le prospettive prefissate ed in parte già attuate, e infine in relazione al territorio ed in particolare alla città di Montevarchi.

“Con il Patto per la Salute Mentale abbiamo subito avviato uno studio di analisi sulle possibili aree di intervento per una serie di progetti mirati alla salute mentale intesa come semplice promozione del benessere psicofisico: l’ambito di attuazione non è ovviamente quello dei servizi alla salute mentale stessa (per quanto integrato con esso), ma alle attività socio culturali del territorio come utili ad aiutare il livello di qualità della vita per persone con disagi e difficoltà, e il livello di prevenzione per casi simili. Le aree di lavoro individuate sono molto trasversali ed integrabili fra sé, e sono state concepite interpretando gli indirizzi delle leggi regionali e nazionali a riguardo. Per fare un esempio, le tematiche dell’abitare o quella del lavoro, riguardano direttamente il disagio psichico, ma si incrociano anche con un bisogno diffuso la cui mancanza di sviluppo può esser causa di un peggioramento o della creazione di un nuovo disagio.

Con il Patto Territoriale si promuovono una serie di azioni con l’obiettivo di creare spazi ed opportunità fruibili potenzialmente da tutta la comunità, attraverso la messa in rete di associazioni di volontariato e attività socio culturali: con l’aumentare dei soggetti in rete, aumentano le opportunità; con l’aumentare delle opportunità aumentano gli spazi che le persone con un disagio psicofisico possono utilizzare per inserirsi nella società stessa, guidate dai servizi sociali o sanitari. Abbiamo ipotizzato e già attivato 30 azioni di progetto a riguardo”.

Attraverso quindi una mappatura di zona rispetto alle associazioni di volontariato e promotrici di attività e progetti sociali, si è costruito un metodo di lavoro basato sul confronto e la condivisione con l’obiettivo di creare progetti atti a soddisfare necessità comunitarie, all’interno dei quali reinserire persone con difficoltà sociali:

“La crisi economica sta causando in tutto il paese impoverimento, e le risorse per i servizi sociali diminuiscono di conseguenza anno dopo anno: mettere in rete le associazioni interessate e seguirle con un unico coordinamento rapportandole anche con gli enti esistenti, è fondamentale per reperire fondi, attivare progetti ed evitare che alla diminuzione delle opportunità aumenti una domanda figlia del disagio diffuso che talvolta può diventare patologico. Ogni associazione per aderire alla rete deve mettersi a disposizione per ospitare eventuali percorsi di socializzazione, inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro, volontariato; altrimenti attraverso le proprie attività, rendere disponibili spazi dove il Patto Territoriale possa inviare casi segnalati dai Servizi Sociali per tirocini informativi o piccoli servizi di lavoro.”

In tutto questo il Social Point di Piazza Magiotti risulta il luogo fisico di incontro tra le azioni promosse dal Patto, le Associazioni in rete con lo stesso e le utenze ospitate:


“Si tratta di una cabina di regia fisica, dove vengono anche monitorati e coordinati settimanalmente tutti i progetti attivi, e progettati eventualmente di nuovi. Inoltre funziona anche come una sorta di “sportello per il cittadino”, con orari di apertura giornaliere e personale a disposizione per informare sui progetti promossi dal Patto stesso e la loro fruizione. Inoltre è luogo principale per quel che riguarda le informazioni relative all’Alternanza Scuola/Lavoro, da quest’anno obbligatoria per tutte le classi terze, quarte e quinte delle scuole superiori di zona.  Sono infatti obbligatorie delle ore di tirocinio per ogni studente appartenente a queste classi scolastiche, dipendenti dall’indirizzo scolastico stesso, in spazi territoriali a disposizione: la nostra mappatura è stata messa da subito a disposizione degli oltre mille ragazzi valdarnesi interessati, in collaborazione con gli istituti scolastici stessi. Questo progetto è ulteriormente utile ad accrescere la rete di scambi e indirettamente può servire ai ragazzi da guida per l’orientamento degli studi o future frequentazioni professionali o di volontariato”.

Per Sauro Testi è inoltre significativo il luogo che ospita il Social Point, Piazza Magiotti, che ci racconta così:

“Si tratta di un punto centralissimo all’interno del centro storico montevarchino, un luogo notoriamente al centro di discussione, indubbiamente da ripopolare. Nella nostra idea dovrebbero esistere due distinti Social Point: questo in Piazza Magiotti è “The Net”, uno spazio pensato come sede fisica della rete associazionistica e dei progetti, già precedentemente spiegato; quello che vorremmo aprire in futuro sarà “The Lab”, uno spazio fisico piuttosto capiente, dove le associazioni potranno svolgere le loro attività, i loro laboratori, le loro iniziative, all’interno delle quali favorire la partecipazione anche dei soggetti interessati al Patto Territoriale Per la Salute Mentale. Abbiamo già individuato un luogo idoneo non troppo distante da qui, tra l’altro.

Io credo che il miglior modo per socializzare -per “rompere le barriere”- sia quello di “occupare” fisicamente un centro storico che per la verità viene percepito da molti come abbandonato: questa piazza è un naturale spazio centrale per lo svolgimento di attività e iniziative. Io credo che se esiste un vero problema di mancanza di percezione di sicurezza in un determinato luogo, la vera risoluzione stia nel tentare di ripopolarlo con persone che lo vivano tranquillamente e quotidianamente: è questo il messaggio che vogliamo dare. Il centro storico è abbandonato? Torniamo a farlo rivivere, discutiamo insieme come, e intanto ripopoliamolo tutti insieme!”.

Per maggiori informazioni relative al Patto Territoriale per la Salute Mentale e il Social Point del Valdarno, il sito di riferimento è www.pattismit.it.

 

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