05.10.2012  17:59

Il sindaco Ferri tuona: "Voglio una terra dove possano essere piantati pomodori, patate e insalata"

di Monica Campani
Al circolo Arci di Santa Barbara relatori e intervenuti si sono confrontati sul collocamento nell'area ex mineraria delle terre provenienti dagli scavi della Tav di FIrenze. "Quella terra è contaminata", afferma il rappresentante di 'No tav tunnel'. "Arriverà solo materiale di categoria 'A' e controllata", replica il primo cittadino di Cavriglia.


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Data della notizia:  05.10.2012  17:59

Discussione e dibattito aperto al circolo Arci di Santa Barbara sulle terre di scavo provenienti dalla Tav di Firenze e dirette nell'area ex mineraria di Cavriglia. L'incontro, organizzato dal Movimento 5 stelle di San Giovanni  ha visto la partecipazione, tra gli altri, anche del sindaco di Cavriglia, Ivano Ferri, di alcuni assessori e di esponenti dell'opposizione del comune di Cavriglia.

Tiziano Cardosi, dell'associazione 'No tav tunnel', ha incentrato l'attenzione sulle problematiche legate agli scavi ed alla qualità delle terre.

La terra è contaminata. I lavori sono fermi perchè la terra ricavata dagli scavi è considerata rifiuto fino al 6 ottobre giorno in cui il decreto Clini la farà diventare terra e potrà così confluire dove meglio credono".

"Quel terreno invece è contaminato perchè sotto Firenze ci sono in maniera particolare argilla e sabbia. Per ridurre i cedimenti le macchine hanno bisogno di tenere in pressione e fluidificare i terreni. Per fare questo c'è necessità di acqua, bentonite, tensioattivi e polimeri, ovverosia agenti schiumogeni. Tutto potrà accadere - ha concluso Cardosi - ma scordatevi che qui ci venga un parco verde”.

Tra gli interventi anche quello del sindaco di Cavriglia Ivano Ferri. Dopo aver elogiato Cavriglia e i cavrigliesi il sindaco ha affermato con fermezza:

“Non mi interessa cosa dice il decreto Clini. Se quello che arriva da Firenze non è terra secondo le nostre condizioni la rimandiamo indietro. Voglio terra dove si possano piantare patate, pomodori e insalata".

"Avremo un istituto che dipenderà da noi e che controllerà la terra che ci portano. Ci rivolgeremo anche ad Arpat che effettuerà esami alle terre fiorentine ed all'acqua del lago. Interverremo sulle case che si trovano vicino alla ferrovia in modo che possano essere insonorizzate. Io sono tranquillo - ha terminato Ferri - perché la terra che arriverà deve essere come la vogliamo noi, se non è così la rimandiamo a Firenze".

Molti tra i presenti  alla serata sono convinti che il sindaco Ferri non riuscirà ad impedire che nell'ex area mineraria arrivino le terre dello scavo a prescindere che quest'ultime siano o meno terre "pulite".

Per il sindaco di Cavriglia il problema invece non si pone: quella terra o risulta essere di categoria 'A', ovverosia non rifiuto e non inquinata, oppure nell'area non arriva. I controlli devono essere fatti prima.

Il 25 ottobre, sempre a Santa Barbara, si parlerà di nuovo dell'argomento in un incontro al quale sono stati invitati sindaci, esponenti politici locali e regionali.

ValdarnoPost seguirà in diretta l'evento. Gli organizzatori invitano tutti i cittadini del comune di Cavriglia e del Valdarno a partecipare al dibattito per comprendere meglio cosa significa accogliere le terre fiorentine. 
 

 

 


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