10.07.2012  11:30

Il sentiero per Montecarelli segnato dal passare del tempo. E oggi c'è bisogno di lavori di manutenzione

di Glenda Venturini
Rovinato dall'erosione dell'acqua, da piccole frane, e dalle erbacce, il sentiero che collega la frazione piandiscoese di Faella alla chiesa di Montecarelli ha oggi bisogno di lavori di manutenzione. Un percorso storico che rischia di andare perduto, se non si interverrà in fretta


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Data della notizia:  10.07.2012  11:30

Oggi il sentiero che collega la frazione piandiscoese di Faella al Santuario di Montecarelli è segnato dal tempo, con l'erba che ne ha invaso alcuni tratti, mentre in altri lo scorrere dell'acqua piovana ha portato via sassi e terra, creando profondi solchi. Insomma, la stradina ha davvero bisogno di interventi di manutenzione, affinché si possa continuare a percorrerla in sicurezza. 

Negli ultimi anni, gli unici lavoretti di sistemazione sono stati effettuati da qualche privato cittadino che abita lì vicino, mentre le croci che compongono la Via Crucis, che si snoda lungo l'intero sentiero, hanno subìto interventi di manutenzione da parte dei volontari della Misericordia di Faella. Ma nulla più. Ed oggi è Giancarlo Guivizzani, governatore della Misericordia faellese, a lanciare l'appello: "Quel sentiero non deve andare perduto, ha bisogno di piccoli interventi di manutenzione che ci consentano di utilizzarlo ancora. L'intera zona è franosa, ha bisogno in generale di manutenzioni, e il sentiero in particolare ora necessita di alcuni lavori". 

Quel sentiero non è solo un semplice collegamento a piedi tra la frazione di Faella e la chiesa di Montecarelli: in passato, infatti, è stato uno degli snodi principali nella vita della comunità piandiscoese. Già dai catasti fiorentini del 1400, infatti, risulta che in quella zona era stata ricavata una deviazione del torrente Resco: un berignolo, fosso artificiale, che veniva utilizzato per la macina di tutti i frumenti e per la produzione dell'olio. Secondo alcune ricostruzioni, una quindicina di mulini e frantoi erano azionati dalla deviazione del Resco, nota come Fosso Macinante o "acquino" tra la gente.

Ebbene, con la deviazione delle acque del torrente nacque anche la strada adiacente, che per decenni diventò il collegamento principale (se non addirittura l'unico) tra le comunità di Faella, Montecarelli e Pian di Scò. Esaurita la sua funzione, con la chiusura progressiva dei mulini, la deviazione artificiale del Resco è 'morta' naturalmente, e le acque hanno ripreso il loro corso naturale. Il sentiero, però, è rimasto, ed il suo ruolo oggi è non solo di testimonianza di quella fase storica, ma anche di importante accesso alla chiesa di Montecarelli, oggi diventata Santuario.

La strada è diventata, dunque, via Crucis, e se Montecarelli è il punto di arrivo, la cosiddetta 'Cappella dello Stagi' ne costituisce il punto di partenza: ​una cappella di proprietà privata, per anni rimasta abbandonata a se stessa. Oggi, invece, gli eredi della famiglia proprietaria della cappella hanno appena dato il via ad alcuni lavori di ristrutturazione, svolti in accordo con la Sovrintendenza.

"Ebbene - spiega Guivizzani - si può prendere spunto da questo lavoro di ristrutturazione, notizia inattesa e lieta, per chiedere il recupero di tutto l'antico sentiero per Montecarelli. E magari questa stradina potrebbe diventare una sorta di 'percorso vita', con soste per il riposo e programmi di attività motoria, in modo che ritorni ad essere una strada frequentata e conosciuta da tutti. So che servono risorse, ma mi auguro che gli enti preposti possano almeno fare un tentativo per trovarle. Nel vicino comune di Castelfranco qualcosa di simile è stato fatto: chissà che non si possa provare anche da noi". 

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