08.02.2020  15:43

'Pendolaria' promuove la Toscana sul fronte investimenti, ma resta da risolvere il nodo di Firenze

di Glenda Venturini
Positivi, secondo il rapporto di Legambiente, gli investimenti ottenuti grazie al rinnovo del contratto con Trenitalia, con l'ingresso sulle linee regionali toscane di 100 nuovi treni. Resta invece sul tavolo la questione del nodo di Firenze, che tocca da vicino i pendolari valdarnesi. Ceccarelli: "Il rapporto conferma il lavoro che abbiamo fatto, ora l'impegno va rafforzato"


Il rapporto 2019 d Legambiente sul trasporto ferroviario regionale, "Pendolaria", mette la Toscana fra le migliori regioni in termini di investimenti sul servizio. Un risultato ottenuto in particolare grazie agli investimenti assicurati con la firma del nuovo contratto con Trenitalia, che ha assicurato l'arrivo di nuovi convogli sui binari regionali.

"In Toscana - si legge nel rapporto - sono già entrati in servizio 60 nuovi treni nel biennio 2016/2017 e grazie al rinnovo del Contratto con Trenitalia (dal 2020 al 2035), gli investimenti per l'acquisto di nuovo materiale rotabile raggiungeranno 1,357 miliardi. La maggior parte dell'investimento riguarderà l'acquisto e la messa in servizio di 100 nuovi treni il 90% dei quali entrerà in servizio entro il 2024. I primi 7 nuovi treni Rock sono attesi nel 2020, gli altri 22 Rock, 30 dei treni ibridi ed i 25 nuovi elettrici entreranno invece in servizio tra il 2021 ed il 2023, mentre gli altri 14 ibridi arriveranno nel 2030". 

In Toscana, segnala Legambiente, l'età media dei treni in circolazione è di circa 12 anni, più bassa della media regionale che si attesta a 15 anni. I flussi di pendolari su treno dell'intera regione sono in costante aumento, arrivati a 240.000 al giorno sulle ferrovie toscane, mentre il totale dei pendolari dell'area fiorentina secondo Istat arriva circa a 182mila.

C'è però ancora da risolvere uno dei problemi chiave anche per i pendolari valdarnesi: "Il nodo di Firenze è oggi in una situazione complicata, dal punto di vista delle infrastrutture - scrive Legambiente nel rapporto - perché non si è avuto il coraggio di rinunciare ad una grande opera costosissima come il sottoattraversamento TAV, per una soluzione assai più semplice di superficie, comprensiva di due soli binari in più nello snodo strategico Statuto/SMN e di migliori tecnologie digitali nel frattempo intervenute per l'intermodalità lunga percorrenza/trasporto regionale".

E se questa criticità si fa sentire sempre di più con l'aumento dei treni ad alta velocità che affollano le linee, l'assessore Vincenzo Ceccarelli, commentando il rapporto, sottolinea: "Stiamo lavorando con Rfi per potenziare l’infrastruttura ferroviaria nella nostra regione con il raddoppio della direttissima". 

Sul resto del rapporto Pendolaria, invece, Ceccarelli commenta: "Il lusinghiero giudizio sul servizio di trasporto ferroviario in Toscana che emerge da ‘Pendolaria’ non solo testimonia il buon lavoro fatto in questi anni, ma è anche uno stimolo a rafforzare l’attenzione posta dalla Regione sul tema della mobilità sostenibile e dell’intermodalità. Se il più importante rapporto specifico sul settore prodotto da un soggetto terzo inserisce la Toscana tra le realtà più ‘virtuose’, trova conferma la bontà delle politiche regionali di questi anni, che hanno avuto l’obiettivo di rispondere alla domanda di mobilità puntando sulla qualità del servizio per favorire una più generale qualità della vita di chi si sposta quotidianamente per lavorare o studiare".

"Già oggi i treni che viaggiano in Toscana – conclude Ceccarelli - hanno un’età media tra le più basse del paese e con l’acquisto del nuovo materiale previsto dal contratto, già nel 2024 l’età media scenderà ancora ponendo la Toscana tra le realtà più avanzate e moderne non solo del paese, ma di tutta Europa". 

 

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