19.09.2017  14:29

Il punto di Sergio Chienni neo presidente della Conferenza dei sindaci, "Trasparenza per le criticità, impegno per risolverle"

di Monica Campani
Finanziamenti per il "Dopo di noi", carenza di personale, necessità di riorganizzare il pronto soccorso e di migliorare le liste d'attesa: Chienni non nasconde i problemi e propone soluzioni


Sergio Chienni, nuovo presidente della conferenza dei sindaci

Trasparenza nelle criticità che ancora esistono e impegno per risolverle e per migliorare i servizi offerti ai cittadini. Sergio Chienni da poco presidente della Conferenza zonale dei sindaci traccia il quadro della sanità valdarnese tra luci e ombre. Arrivano finanziamenti per il "Dopo di noi", il servizio per le persone diversamente abili, funziona bene la Medicina d'iniziativa, ma c'è ancora la necessità di riorganizzare il pronto soccorso, di migliorare le liste d'attesa e di risolvere la carenza di personale. Il tutto nell'ottica della sinergia tra i servizi territoriali e quelli ospedalieri.

"Accolgo questo incarico con l'impegno necessario e anche con entusiasmo perchè quando parte una nuova avventura bisogna mettere il meglio di noi stessi. L'approccio è quello di riconoscere le criticità esistenti per dare risposte concrete e risolvere le problematiche. Il mio compito sarà anche quello di fare sintesi delle diverse posizioni: se riusciamo ad operare tutti nella stessa direzione sono certo che riusciamo a ottenere i risultati". 

Chienni continua sottolineando che "sono tanti i temi in gioco e sono complessi. Ci si divide tra le azioni sul territorio e quelli che invece sono i servizi più propriamente ospedalieri". Poi la nota positiva delle risorse in arrivo per il futuro delle persone diversamente abili.

"Sono state individuate le risorse da destinare al 'Dopo di noi' del nostro territorio: 320mila euro divisi in tre anni. Va individuato l'Ente proponente, che può essere un Comune o l'ASL, e emanata la manifestazione di interesse. L'Ente proponente si avvale di partners nel privato sociale e terzo settore. Fin da subito vanno coinvolte le famiglie perchè fra tre anni il progetto potrebbe non essere più sostenibile. Entro il 15 novembre va presentato il progetto alla Regione  La cifra messa a disposizione serve per la gestione di una struttura, di cui il 25% per lavori di ristrutturazioni, con una capienza fino a dieci posti letto. La struttura deve  garantire uno stile di vita alle persone diversamente abili – che non hanno una famiglia di supporto o in vista della perdita dei familiari, simile a quello vissuto nell’ambiente familiare".

 

"I Comuni e la Asl, poi, sono chiamati a redigere un progetto, con validità annuale, che raccoglie tre ambiti, quello delle cure primarie ( assistenza domiciliare, vaccini), quello socio sanitario e quello sociale. Saremo chiamati a redigere anche il Pis, piano integrato, con validità quinquennale. Noi dobbiamo dedicarci in maniera particolare all'integrazione tra ospedale e territorio. Attenzione anche alla rete clinica integrata: è quel 5% di casi di malattie  croniche complesse che vengono selezionati dal medico di famiglia e visitati insieme allo specialista presso la Casa della salute. I medici stilano insieme un piano terapeutico con cui accompagnano il paziente nel tempo al fine di diminuire il numero delle ospedalizzazioni".

Poi la Medicina d'iniziativa. "C'è un team composto da medici e infermieri che convocano il paziente con malattia cronaca, lo visitano, gli assegnano una cura e lo seguono. Nell'integrazione ospedale - territorio sono importanti anche le cosiddette cure intermedie: il paziente non avendo ancora i parametri ottimali per essere dimesso viene inserito nel reparto Modica dove è sotto la responsabilità del medico di famiglia. Bisogna, poi, mettersi in condizione di garantire le cosiddette dimissioni protette, ossia che il paziente sia adeguatamente seguito dopo la dimissione grazie alla collaborazione ospedale/territorio."

 

Il presidente della Conferenza dei sindaci si sofferma anche sulla nota dolente, quella della carenza di personale che riguarda sia i servizi sul territorio sia quelli ospedalieri: "Dobbiamo fare un salto di qualità. Ad oggi l'assistenza domiciliare infermieristica non c'è nei prefestivi, nei festivi e di notte: questo determina disagi e una sovraesposizione dei servizi del 118. È importante rafforzare il numero del personale infermieristico per coprire anche queste carenze ed esigenze. Manca anche un'ostetrica al consultorio. Ci sono carenze anche all'ospedale in maniera particolare degli anestesisti. Si potrebbe superare il problema facendo concorsi riservati per area". 

Infine pronto soccorso e liste d'attesa: "Per il pronto soccorso serve una riorganizzazione. Sarebbe utile anche concertare con l'area del Valdarno fiorentino la gestione dei pazienti trasportati con l'ambulanza. Un'accordo tecnico sarebbe utile. Per le liste d'attesa è necessario migliorare in alcuni settori come l'ortopedia e ci sono alcuni accorgimenti da seguire: è importante che sia il medico stesso, all’interno del suo studio o della Casa della Salute, a fissare l’appuntamento per il paziente che così evita la trafila al Cup ed è necessario poi che sia lo specialista a prendere in carico il paziente e a ridare un nuovo appuntamento se lo ritiene necessario".

 

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