"Il nostro obiettivo è il ritiro del progetto". Il Comitato Alta Tensione prosegue il proprio impegno contro la costruzione dell’elettrodotto
Nuove iniziative per rompere il silenzio che si è creato negli ultimi mesi, durante i quali ci sono stati due tavoli tecnici a Roma tra Regione, Ministero e Terna
La battaglia del Comitato Alta Tensione contro la costruzione del mega elettrodotto di Terna non si ferma, ma continuerà con nuove iniziative per rompere il silenzio che si è creato negli ultimi mesi. Questo è stato il tema principale del dibattito che si è tenuto ieri sera presso il Circolo Filarmonica di Moncioni, al quale hanno partecipato anche numerosi cittadini.
Ad aprire la serata è stata la presidente Ricciarda Malaspina, che ha fatto il punto della situazione, riassumendo a quale punto è giunto il progetto: attualmente hanno avuto luogo due tavoli tecnici a Roma tra Regione Toscana, la Commissione Ambiente del Ministero e Terna. Data la mancanza di accordo in entrambi gli incontri di settembre e dicembre, il Ministero ha deciso di sospendere il procedimento nelle due date, ma non definitivamente.
Il ritiro definitivo del progetto è quello che invece richiedono a gran voce i membri del Comitato che hanno già raccolto più di 6000 firme a sostegno della loro campagna. Presenti all’incontro anche due dei tre sindaci del Valdarno i cui comuni sono interessati dalla questione: Ivano Ferri per Cavriglia e Francesco Maria Grasso per Montevarchi. Assente il primo cittadino di Bucine Sauro Testi che ha inviato una lettera, letta all’inizio dell’incontro dalla signora Malaspina. Lo stesso presidente del Comitato ha anche riassunto le delibere approvate dalle tre amministrazioni circa un anno fa: Bucine e Montevarchi hanno dato il loro parere negativo, Cavriglia e Monte San Savino hanno lasciato aperta una possibilità, in attesa comunque di capire se l’elettrodotto è veramente necessario e il conseguente impatto ambientale.
“Purtroppo però non sappiamo molto di più di ciò che viene discusso durante questi tavoli tecnici” – hanno spiegato alcuni rappresentanti del Comitato – “Sappiamo che la Regione esprimerà sempre il proprio “no” se le amministrazioni comunali coinvolte non sono d’accordo con il progetto”. La speranza è di riuscire a far ritirare a Terna il progetto in modo da aprire un tavolo, per trovare un’alternativa, che coinvolga soprattutto i cittadini.
“Se il procedimento non sarà fermato ma si arriverà alla sua realizzazione” – ha precisato Bob Monroe – “Il danno sarà elevato per l’impatto ambientale, il territorio e il turismo. Noi abbiamo calcolato di circa 4 milioni l’anno il mancato incasso turistico non solo per agriturismi, ma anche per tutte le attività collegate”. Ha avuto spazio anche la proposta di chiedere un eventuale interramento del tracciato, in modo da non deturpare il paesaggio, soprattutto nei pressi dei centri abitati, ma ancora è un’ipotesi da valutare.
La serata si è conclusa con l’impegno da parte del Comitato Alta Tensione, che nel frattempo ha instaurato dei legami con altri comitati simili in tutta Italia, di continuare a far sentire la propria voce per cercare di arrivare a un cambiamento della questione, aspettando risposte da Terna anche sulla reale necessità di realizzare l’elettrodotto, invece di procedere con interventi di razionalizzazioni locali che, a Cavriglia, hanno dimostrato di essere più utili.
Il prossimo appuntamento è per domenica prossima al teatro di Ambra, dove si terrà un’assemblea dei soci aperta anche ai cittadini interessati.
Intanto sul sito internet del Comitato è possibile continuare a raccogliere le firme di adesione o diventare soci.