25.09.2012  15:32

Il Governatore Rossi scrive a Poste Italiane: "Ci sono alternative, intanto sospendete la chiusura dei piccoli uffici"

di Glenda Venturini
Il presidente della Regione Toscana prova a fermare il progetto di chiusura di 170 piccoli uffici postali in tutto il territorio regionale, e scrive una lettera all'Amministratore delegato dell'azienda. "Troviamo insieme una soluzione alternativa alla chiusura, ma in attesa del nostro incontro sospendiamo ogni chiusura". In Valdarno sono sei gli uffici che si trovano nella lista nera di Poste Italiane


"Troviamo insieme una soluzione per gli oltre 170 uffici postali nei piccoli centri della Toscana che rischiano di chiudere. Ma intanto, almeno fino alla data del nostro incontro, sospendiamone la chiusura". Il tentativo di mediazione arriva dal Governatore della Regione, Enrico Rossi, che ha appena inviato una lettera a Massimo Sarmi, Amministratore delegato di Poste Italiane.

L'incontro tra i due è già fissato per il prossimo 18 ottobre. E sarà il primo tentativo ufficiale di ambito regionale per bloccare il piano di chiusure progettato dall'azienda. Un piano che vedrebbe sparire per sempre 170 piccoli uffici postali in tutta la Toscana, la maggior parte dei quali situati in frazioni montane o collinari, e comunque scarsamente servite rispetto ai comuni maggiori. 

In Valdarno sono sei gli uffici collocati nella lista nera di Poste Italiane, e pronti a tirare giù il bandone per sempre: Moncioni a Montevarchi; Montegonzi a Cavriglia; Pietraviva a Bucine; San Donato in Collina a Rignano; Donnini e Vallombrosa a Reggello. I sindaci dei comuni interessati hanno già lanciato più di un appello alle Poste, per bloccare il progetto di chiusura e discutere di alternative. Ma un'azione unitaria a livello regionale ha probabilmente più possibilità, rispetto a quelle dei singoli comuni. 

Ed ecco il testo integrale della lettera inviata da Rossi all'Ad di Poste Italiane.

“Le scrivo in ordine alla problematica della chiusura di oltre 170 uffici postali in diversi piccoli centri della Toscana, in aree montane o comunque in zone svantaggiate, a seguito del piano di ristrutturazione organizzativa dell’azienda da Lei diretta. 
Come certamente ricorderà, perché le scrissi in merito lo scorso 10 agosto, sul tema ha espresso la propria unanime preoccupazione il Consiglio Regionale della Toscana con mozione approvata il 25 luglio 2012, nella quale si dava mandato alla Giunta Regionale di rappresentare nelle diverse sedi istituzionali queste istanze. 
Nel rinnovarle le ragioni della preoccupazione che la Regione condivide con le articolazioni sociali e istituzionali del territorio, sono anche a ribadire la disponibilità e l’impegno della Regione a costruire, insieme a Poste Italiane, delle alternative al programma di chiusure che, pur nel rispetto delle esigenze di riorganizzazione dell’azienda, consenta di mantenere l’apertura di servizi essenziali per la popolazione. 
Avrò occasione di dettagliare meglio questa disponibilità e proposta durante il nostro incontro già fissato per il prossimo giovedì 18 ottobre. 
Ma proprio in vista di quest’incontro, sono a chiederle di sospendere, fino a quella data e in considerazione dei possibili ed auspicabili esiti positivi, l’operatività del piano in Toscana e, quindi, le chiusure degli uffici programmati. 
Sarebbe questo un atto di buona volontà e di dimostrazione, da parte di Poste Italiane, della positiva predisposizione verso le esigenze del territorio, nonché nei confronti dell’istituzione regionale da me rappresentata. 
Conto che Lei voglia prendere in seria considerazione questa mia richiesta e che, dunque, questo possa costituire la migliore premessa per il prossimo incontro”.

Cronaca / Politica

 
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