24.09.2012  10:50

"Il fatto di essere considerati sottoprodotti non li rende necessariamente utilizzabili". Ferri commenta il nuovo decreto sui materiali della Tav

di Monica Campani
Il ministro Clini vara il decreto con il quale si considera 'sottoprodotti' e non rifiuti i materiali di scarto della Tav e che entrerà in vigore il 6 ottobre. Rifondazione comunista presenta una domanda d'attualità in Provincia di Firenze, il sindaco di Cavriglia interviene: "I materiali dovranno essere comunque controllati"


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Data della notizia:  24.09.2012  10:50

Il ministro Clini con un decreto che entrerà in vigore il prossimo 6 ottobre stabilisce che i materiali di scarto della Tav, quelli ricavati dal lavoro dalle fresa Monna Lisa, non sono classificati rifiuti ma 'sottoprodotti' e quindi utilizzabili. In merito il gruppo di Rifondazione comunista ha presentato una domanda d'attualità in Provincia. Il sindaco di Cavriglia Ivano Ferri, dal canto suo, chiarisce "Il fatto che siano considerati sottoprodotti non significa che possano essere portati nel mio territorio senza essere stati prima sottoposti ad analisi e controlli".

"Il Governo da il via libera definitivo sui materiali di scavo della Tav. Il un nuovo regolamento del Governo permetterà di far risparmiare a Ferrovie dello Stato e alle società RFI e Nodavia le risorse necessarie ad un corretto smaltimento del materiale scavato. Milioni di tonnellate di rifiuti inquinanti prodotti dal cantiere per la costruzione del doppio tunnel da sette chilometri del nodo fiorentino dell'alta velocità ferroviaria diventano materiale “buono” per il ripristino ambientale dell'ex miniera di Santa Barbara nel comune di Cavriglia, destinata a diventare un Parco Naturale. Il decreto presentato da Clini altro non è che una riproposizione del decreto Prestigiacomo, già bocciato in sede europea nel novembre del 2011, il rischio che l'Italia vada incontro a sanzioni da parte dell'Unione Europea appare altissimo".  Inizia così la domanda d'attualità che Andrea Calò e Lorenzo Verdi di Rifondazione comunista rivolgono al presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci.

Secondo il decreto le rocce e gli inerti derivanti dagli scavi con la maxi fresa non sarebbero più considerati rifiuti ma sottoprodotti e potrebbero essere portati a Cavriglia per la realizzazione della collina davanti alla centrale di Santa Barbara.

"Ciò che dovrebbe preoccupare le Istituzioni locali è anche il fatto che il decreto Clini non è stato esaminato dalla Commissione ambiente a Bruxelles, ma solo dalla Commissione industria, che si è limitata a verificare solo la non sussistenza di fattori che ostacolino la libera concorrenza. Azzerate tutte le necessarie tutele ambientali e sanitarie richieste negli anni. Infatti il via libera del Ministero non cambia ovviamente la natura dei rifiuti scavati, che provengono da aree oggetto di inquinamento e che per di più sono mescolati agli additivi chimici utili all'escavazione con la fresa, la famosa Monna Lisa. Il tanto declamato parco di Santa Barbara sarà trasformato in una vera e propria mega discarica e i territori del Valdarno Fiorentino serviranno così a trasportare materiale inquinato ovvero i rifiuti speciali che “spariranno” dal sottosuolo di Firenze".

Il sindaco Ivano Ferri dal canto suo, precisa:

"Ho sempre richiesto e continuo a farlo, un protocollo di controllo per quei materiali ed un monitoraggio prima che possano essere messi a dimora. Anche se dovessero essere considerati sottoprodotti non significa che possano arrivare a Cavriglia senza analisi specifiche che attestino l'assenza di sostanza inquinanti. Il fatto che il decreto li ritenga utilizzabili non vuol dire che lo siano necessariamente per la collina che dobbiamo realizzare".

E a proposito di collina Ferri continua:

"Pretenderemo che un ente diverso da Enel e Ferrovie sia indicato a monitorare la stabilità della collina. Non perchè non ci fidiamo di questi due enti, ma perchè è giusto che vi sia una realtà diversa a controllare".

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