TAV
16.10.2013  10:00

Il dirigente rimosso Fabio Zita risponde alle accuse del presidente Rossi, rivela minacce di morte, e ricorda: "Su novecento pratiche mai un richiamo"

di Monica Campani
Il dirigente che, secondo quanto emerso dalle intercettazioni, avrebbe ostacolato l'arrivo nell'area ex mineraria di Santa Barbara delle terre da scavo della Tav fiorentina, poi rimosso dal suo incarico, replica alle dichiarazioni del presidente della Regione Enrico Rossi. 51 pagine consegnate a tutti i consiglieri regionali. "Mi sono occupato di 900 procedimenti: non ho mai ricevuto alcun richiamo scritto o verbale"


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Data della notizia:  16.10.2013  10:00

"Nel leggere la comunicazione del presidente Rossi relativa ai recenti sviluppi dell'inchiesta sull'alta velocità di Firenze, oggetto di ampio dibattito nella seduta del consiglio regionale dell'1 ottobre 2013, ed in particolare le critiche che mi verrebbero rivolte in riferimento al mio lavoro come dirigente del settore Via della Regione Toscana, non posso non esprimere la mia sorpresa scoprendo oggi di aver lavorato "in una situazione palese di illegalità e di violazione della legge", di non essermi attenuto "in maniera rigorosa" a non meglio specificate "prescrizioni regionali", di essermi rivelato un dirigente "inefficiente" in quanto "lento". Tutto ciò mi viene contestato per essermi addentrato  "all'interno di un ruolo squisitamente politico", aver permesso la partecipazione di "soggetti terzi" o "estranei" alle riunioni del nucleo di Via, "non aver rispettato i tempi dei procedimenti".

Con queste parole Fabio Zita, dirigente della Regione Toscana trasferito ad altro incarico e, secondo quanto emerso dalle intercettazioni, colui che avrebbe ostacolato la destinazione delle terre da scavo della Tav di Firenze nell'area ex mineraria di Santa Barbara a Cavriglia, replica alla ricostruzione effettuata dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sentito sulla vicenda.

Si tratta di 51 pagine, corredate da vari documenti, consegnate a tutti i consiglieri regionali.

Fabio Zita poi continua:

"Le contestazioni a me dirette, della cui gravità è risultato evidente dal dibattito, sono motivate da una serie di eccezioni, che non hanno comunque mosso alcuni dei consiglieri presenti a valutare l'eventuale necessità di garantire un contraddittorio che mi consentisse di esprimere il mio punto di vista su questioni che hanno riguardato e riguardano la mia persona, la mia professionalità e la mia responsabilità all'interno dell'amministrazione regionale. L'esposizione mediatica a cui, mio malgrado, sono stato sottoposto, le offese ricevute, le critiche gravissime a me rivolte direttamente dall'amministrazione per la quale lavoro mi obbligano a precisare in merito ai miei comportamenti, al fine di consentire l'espressione di un giudizio fondato sulla completa conoscenza dei fatti".

Per dimostrare la competenza del suo lavoro Zita ripercorre tutta la sua carriera dal 1980, anno in cui entrò in Regione. "Nell'arco di 16 anni di attività come responsabile del settore Via è stata valutata la compatibilità ambientale di oltre 900 progetti di opere pubbliche e private".

Ed ancora:

"Prima e durante la mia attività quale responsabile del settore, e con particolare riferimento ai riferiti 900 progetti,
non ho mai ricevuto alcun richiamo né scritto né verbale, non ho avuto evidenti contrasti nella gestione del settore e sulla conduzione dei procedimenti, non c'è mai stata contrapposizione evidente tra le conclusioni tecniche delle istruttorie interdisciplinarie e le aspettative dell'organico politico".

Il giudice, nell'ordinanza di custodia cautelare nei confronti della Lorenzetti, una degli indagati, aveva sottolineato quanto "la rimozione di Zita ha di fatto consentito all'associazione criminale di escludere un funzionario pubblico scomodo che poteva porre, come sicuramente avrebbe posto, questioni di merito e di sostanza in tema di tutela ambientale".

Poi Zita passa a ricordare il periodo compreso tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009 durante il quale avrebbe ricevuto minacce di morte, telefonate anonime durante la notte ogni trenta minuti. "Le minacce, per quanto verificato dalla magistratura attraverso specifica indagine in corso, sono da attribuire ai procedimenti che allora erano all'attenzione del settore".

Nella relazione consegnata ai consiglieri regionali Fabio Zita parla di tantissime grandi opere. Le terre da scavo della Tav di Firenze, destinate all'area ex mineraria di Cavriglia, vengono citate solo in  pochi punti, quando cioè spiega della mancanza della valutazione di impatto ambientale.

Cronaca / Politica

 
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