25.09.2016  09:50

Il comitato "Vittime del salva-banche" torna a manifestare in una Laterina blindata

di Federica Crini
Sono partiti da varie zone d'Italia per ritrovarsi a Laterina: una nuova manifestazione per protestare contro l'incertezza sulle procedure di rimborso e arbitrato. Ad attendere i risparmiatori, posti di blocco e accessi controllati dalle forze dell'ordine. Impossibile questa volta arrivare alla villetta dove risiede la famiglia Boschi


Una nuova manifestazione delle vittime del decreto "Salva-banche" a Laterina: questa mattina sono arrivati in circa 120, da varie zone d'Italia, per protestare nel "paese di origine del Ministro Maria Elena Boschi e dell'ex vicepresidente di Banca Etruria Pierluigi Boschi", come si legge nella locandina.

Ad attendere i risparmiatori ci sono posti di blocco e presidi delle forze dell'ordine: polizia, carabinieri e guardia di finanza. Il paese è blindato, impossibile raggiungere la zona in cui si trova la villetta della famiglia Boschi, come accadde invece alla manifestazione di febbraio scorso. 

 

 

I manifestanti raggiungono Laterina in gruppi, in rappresentanza non solo dei risparmiatori di Banca Etruria, ma anche delle altre tre: Banca Marche, Carife e Carichieti. La portavoce delle Vittime del Salva Banche, Letizia Giorgianni, parla ai giornalisti presenti, critica la mobilitazione delle forze dell'ordine e spiega le ragioni di questa nuova protesta. 

 

 

Alcuni dei risparmiatori tentano, invano, di raggiungere la residenza Boschi, dove però un blocco situato all'imbocco sulla Statale impedisce loro di proseguire a piedi. E così organizzano una protesta anche sul posto: "Bella accoglienza, nemmeno per i delinquenti viene organizzata una mobilitazione del genere", gridano. 

 

Nella piazza del paese, raccontanto le loro esperienze e tornano a esprimere tutta la loro rabbia, sia per aver perso i risparmi, quasi un anno fa, sia per la situazione di stallo negli arbitrati, e le incertezze nei rimborsi. Tra loro ci sono persone arrivate dalla Toscana, da Arezzo e Empoli in particolare; ma anche dal Veneto, da Ferrara e da altre zone d'Italia.

 

 

Con fischietti, trombe e manifesti, al grido di "onestà" e di "dimissioni", la manifestazione si accende: ciascuno racconta la sua storia, grida la sua rabbia. "Nessuno dei presenti ha avuto indietro nulla, ci stanno prendendo in giro".  

 

 

 

Come segno simbolico, i manfiestanti si voltano in direzione della residenza della famiglia Boschi e lanciano finte monetine e finte banconote. 

 

Niente benedizione, questa volta, a differenza di quanto accaduto a febbraio: il parroco di allora oggi è a Ponticino, e il nuovo parroco accoglie in chiesa i risparmiatori, ma non impartisce loro la benedizione né parla davanti alle telecamere. 

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