05.02.2017  14:18

"Il 2317 torni all'orario precedente e in Direttissima": pendolari compatti preparano richiesta alla Regione

di Glenda Venturini
Si tratta del treno al centro lo scorso anno della sperimentazione sulla Lenta, e che ora è stato anticipato alle 19.02 da Santa Maria Novella. "Inutile per chi esce da lavoro alle 19, meglio il vecchio orario alle 19.13" chiedono i pendolari valdarnesi, che non intendono però rinunciare alla Direttissima. Mercoledì riunione in Regione


Si terrà mercoledì 8 febbraio in Regione l'incontro con i pendolari della linea aretina dedicato a sbrogliare il complicato nodo del 2317. Quel treno che l'anno scorso è stato al centro di una sperimentazione (poi abbandonata) sulla linea Lenta, da qualche mese e con il ritorno dell'orario invernale è stato riportato in Direttissima: ma con un orario diverso. 

Invece che alle 19.13, il suo orario precedente, ora parte da Santa Maria Novella alle 19.02. "Non è più funzionale alle esigenze di quelle persone che escono da lavoro alle 19: impossibile prenderlo per tornare a casa, in Valdarno, a un'ora decente", aveva tuonato fin da subito il Comitato Pendolari con il portavoce Da Re. In queste settimane il malcontento è cresciuto, fra i valdarnesi che lo utilizzano, o meglio che vorrebbero utilizzarlo: fra chi lo ha dovuto abbandonare e chi segnala continui ritardi e anche passaggi in Lenta. 

Ora, dunque, la Regione incontra i Comitati di Arezzo, del Valdarno e della Valdichiana per cercare una soluzione. E i pendolari valdarnesi sostengono compatti la richiesta che presenterà il portavoce Maurizio Da Re: "Chiediamo alla Regione di riportare alle origini la partenza del 2317 alle 19.13 e di riconfermare la traccia sulla Direttissima: di sicuro i pendolari potranno riprendere il treno e speriamo di non fare inchini e di non avere ritardi. Ma soprattutto non riparliamo più della Lenta per i treni sulla linea aretina", è la proposta lanciata sulla pagina facebook dei pendolari. 

Al sondaggio rispondono in decine, tutti concordi su questa proposta. "Perché - commenta uno dei pendolari - un treno è utile solo se è possibile prenderlo e con l'anticipo di adesso tanti pendolari rimangono a piedi". 

 

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