12.02.2015  10:39

I pendolari presentano il conto dei disservizi: in una sola settimana raccolte sedici segnalazioni

di Glenda Venturini
"Ecco il riassunto di quanto ci siamo sorbiti la scorsa settimana", scrive un pendolare sul gruppo facebook del Comitato. Mentre il consigliere regionale Mugnai commenta: "Assurdo che Ceccarelli chieda soluzioni ai pendolari"


Un calendario fitto di appunti: sono le segnalazioni per disservizi sui treni raccolte dal Comitato Pendolari del Valdarno. Una settimana che diventa l'esempio lampante di un'odissea che è ormai, purtroppo, routine quotidiana. In ordine cronologico, uno dei pendolari scrive: "Questo è il riassunto di quanto ci siamo sorbiti settimana scorsa, in base alle segnalazione pervenute sulla pagina facebook":

Martedì 3 febbraio:
3152 1h di ritardo per guasto treno
Mercoledì 4 febbraio:
3152 inchino imbocco direttissima (partenza da Figline in orario)
11669 cancellato da Firenze ad Arezzo per guasto treno
23522 cancellato totalmente
Giovedì 5 febbraio:
11803 cancellato per guasto
11805 deviato sulla lenta per sostituire l'11803 40 minuti circa di ritardo
11799 30 minuti di ritardo (interferenza con frecciarossa?)
Venerdì 6 febbraio:
3152 inchino imbocco direttissima (partenza da Figline in orario)
2313 20 minuti di ritardo in partenza 
11803 ritardo 40 minuti
11805 deviato sulla lenta dando precedenza agli AV (sosta di 20 minuti a Pontassieve)
11673 ritardo imprecisato per precedenze agli AV sulla linea lenta.
2317 come sopra
3165 come sopra
2317 come sopra
Domenica 8 febbraio:
3169 deviato sulla lenta.

Un bollettino che lascia poco spazio ai dubbi. E oggi il consigliere regionale Stefano Mugnai (FI), pendolare dal Valdarno verso Firenze, documenta un ritardo di oltre 40 minuti sul 2304 delle 9.07 da Montevarchi, con decine di persone in attesa alla stazione. "Oggi l’ennesimo ritardo che tiene lavoratori e studenti bloccati qui nell’incertezza, ieri carrozze senza corrente… sì, questa è una tratta senza pace. E anche senza soluzioni, visto che giusto l’altro ieri l’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli non ha trovato di meglio che domandarne ai pendolari stessi, in un allargare le braccia poco consono alla sua funzione che è proprio quella di individuare rimedi e metterli in pratica. Sennò che ci sta a fare?". 

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