06.12.2012  18:38

I cinque uffici postali tagliati chiuderanno il 18 dicembre. La comunicazione 'last minute' manda i sindaci su tutte le furie

di Andrea Tani
A salvarsi è solo lo sportello di Donnini. "Una vittoria a metà", per Cristiano Benucci. Daniele Lorenzini parla di "Decisione inaccettabile per tempi e modi". Ancora nessuna comunicazione ufficiale al Comune di Montevarchi, ma Grasso dichiara: "No al taglio dell'ufficio di Moncioni". "Capisco i tagli, ma qui si tratta di un servizio pubblico che deve essere garantito", afferma Sauro Testi. E Ferri:" Noi vogliamo che l'ufficio postale resti"


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Data della notizia:  06.12.2012  18:38

Si salva solo quello di Donnini. La chiusura degli altri cinque uffici postali valdarnesi “traballanti” secondo il piano di Poste italiane non è più un rischio, ma una certezza. Saracinesche abbassate dal 18 dicembre, con due settimane di anticipo sul termine ultimo della fine dell’anno. Una data annunciata ai sindaci ieri, nel migliore dei casi, con poco più di dieci giorni a disposizione per pensare a un servizio sostitutivi. Arrivano così le decise reazioni dei primi cittadini, unanimi nel condannare tempi e modi del provvedimento.

A chiudere saranno gli sportelli di Pietraviva, Montegonzi, Moncioni, Vallombrosa e San Donato in Collina, oltre alla riduzione d’orario dell’ufficio di Campogialli. Si adotteranno misure sostitutive, su tutte il servizio ‘Ecco fatto’, nato dall’accordo tra Regione e Uncem Toscana e che vedrà impegnati i ragazzi del servizio civile. Ancora non è però chiaro quanti e quali servizi potrà erogare.

L'accordo  fra Regione Toscana e Poste Italiane ha ridotto il numero degli uffici da chiudere dai 172 previsti a 74. Ma in Valdarno l’unico comune ad averci guadagnato qualcosa è quello di Reggello, dove verrà disattivato lo sportello di Vallombrosa ma resterà in funzione quello di Donnini. “Una vittoria a metà”, commenta il sindaco di Reggello Cristiano Benucci. “Manteniamo l’ufficio a Donnini, ma non quello di Vallombrosa. Un servizio importante, un ufficio che seppur piccolo era un presidio per la montagna che resta sempre più povera”.

Durissimo l’attacco del sindaco di Rignano Daniele Lorenzini e della sua giunta che parlano di “decisione inaccettabile”. “Con questa scelta - si legge in una nota - centinaia di concittadini, assieme ad altri residenti nel territorio di Bagno a Ripoli si troveranno da un momento all’altro a non disporre di un servizio essenziale come quello della posta: per molti di loro l'ufficio postale ha svolto negli anni anche le funzioni di un vero e proprio sportello bancario, dal momento che nella frazione non esiste neppure un bancomat. È preoccupante soprattutto la situazione in cui si troveranno gli anziani costretti a spostarsi a Troghi o a Bagno a Ripoli”.

“Ma quello che è ancora più inaccettabile - continua - è la modalità con cui si è giunti a questo, con un preavviso di pochissimi giorni senza la decenza di voler affrontare assieme ai cittadini ed all’amministrazione comunale anche un possibile percorso di riduzione del servizio”.

E nell’annunciare che il Comune “si farà parte attiva nel tentativo di ostacolare questa decisione che al momento appare irrevocabile”, viene convocata un’assemblea pubblica per venerdì 14 dicembre alle 21 presso il Circolo S.m.s. di San Donato dedicata proprio alla questione.

Gli fa eco il sindaco di Montevarchi Francesco Maria Grasso: “Siamo stati convocati per martedì dalla Regione Toscana - spiega -, ancora non abbiamo avuto comunicazioni ufficiali. La notizia di questo accordo, che penalizzerebbe il Valdarno, non è certo positiva. Io ribadisco ancora una volta la contrarietà del comune di Montevarchi alla chiusura dell’ufficio postale di Moncioni, e porterò questa posizione anche davanti alla Regione. In merito poi a possibili servizi sostitutivi, credo che dovremo comunque discuterne per capire che cosa intenda fare la Regione”.

Arrabbiati anche i sindaci di Cavriglia, Ivano Ferri, e di  Bucine, Sauro Testi:

"Martedì avremo un incontro in Regione insieme all'Uncem per chiarire la vicenda
e capire quali sono le loro proposte alternative - afferma Sauro Testi -  Resta il fatto che siamo comunque arrabbiati, perché rimane scoperto un servizio che copre una zona pari a quasi metà del territorio comunale. Capisco i tagli, ma qui si tratta di un servizio pubblico che deve essere garantito nonostante i numeri e i soldi: per la comunità è un danno che si somma anche agli ulteriori tagli ai trasporti pubblici. Come faranno le persone che usufruivano di questi uffici, soprattutto gli anziani? Toccherà di nuovo ai singoli comuni e ai cittadini dover pagare per trovare un'alternativa".

"Prima hanno fatto aprire i conti corrente all'ufficio postale e poi lo chiudono? - replica Ivano Ferri sulla chiusura dello sportello di Montegonzi - Noi non ci rassegniamo. Vogliamo che resti. Se proprio non fosse possibile ci attrezzeremo con i servizi sostitutivi".

Andrea Tani, Federica Crini, Glenda Venturini, Monica Campani

Cronaca / Politica

 
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