Gli tocca pagare due volte l'imposta sull'insegna. Protesta il proprietario di un mobilificio
Marcello Poneti, titolare di un negozi di mobili ai Ciliegi non ne può più di dover pagare due volte e a due enti diversi la tassa sulle insegne: Il commerciante afferma di versare regolarmente il tributo al comune di Reggello, ma la provincia di Firenze chiede gli arretrati dal 2007 ad oggi . Una questione che pare piuttosto ingarbugliata e come succede spesso in Italia impastata nelle maglie letali della burocrazia.
Fra le tante tasse e balzelli che i cittadini sono costretti a pagare c’è anche la cosiddetta imposta sull’insegna.
Il proprietario di un esercizio commerciale di Reggello, ai Ciliegi sulla regionale 69, si è visto recapitare dalla provincia di Firenze un’ingiunzione di pagamento, con 5 anni di arretrati, perché non avrebbe pagato la suddetta imposta . Ma il proprietario protesta perché lui ha versato regolarmente la tassa al comune di Reggello.
“Ma quante volte devo pagare le tasse per la stessa insegna- si chiede Marcello Poneti, titolare dell’esercizio commerciale che è un mobilificio , visto che sia il comune che la provincia mi mandano il conto ?”
La provincia sta chiedendo gli arretrati dal 2007 fino ad oggi . Ma Poneti afferma con dati alla mano di aver pagato regolarmente al comune di Reggello l’imposta.Fatto sta che entrambi gli enti avanzano le proprie ragioni : la provincia rispondendo al commerciante con una lettera cita gli articoli del Codice della strada affermando che nel tratto nel quale si trova il negozio non si trova un raggruppamento continuo di edifici, pertanto il tributo va versato alla provincia. Il comune di Reggello dal canto suo si fa forte di una delibera del 2010 nella quale si recita che nel centro urbano l’imposta la riscuote il comune , in quello extraurbano tocca alla provincia.
Il problema qui è tutto legato, e questo può apparire quasi ridicolo, ad un cartello stradale, quello che delimita l’inizio della frazione dei Ciliegi. Il mobilificio si trova in una porzione di territorio che sarebbe al di fuori della perimetrazione definita urbana. Da qui la richiesta della provincia al titolare del mobilificio degli arretrati della tassa.
Sulla questione il consigliere della Sinistra di Reggello Andrea Calò ha presentato un’interrogazione chiedendo che venga chiarita la questione e che al tempo stesso venga sospeso il provvedimento di riscossione per non danneggiare una persona che già paga regolarmente l’imposta.
Il sindaco Cristiano Benucci dal canto suo ha dichiarato: “stiamo verificando se ci sia stato un equivoco nella trasmissione dalla banca dati . C’è la volontà di risolvere il problema. L’ufficio comunale competente approfondirà la questione.Intanto rinnovo l’invito al commerciante di venire in comune per studiare il da farsi e risolvere questa situazione “.
In ogni caso il titolare del mobilificio è costretto a pagare, in attesa che qualcuno si prenda la briga di trovare il bandolo della matassa.