Gli operai della Beltrame mettono a disposizione delle popolazioni terremotate il container. Incontro positivo e concreto con la proprietà
La riunione tra i sindacati e la Beltrame ha portato ad impegni concreti. La società disponibile a portare nello stabilimento sangiovannese 25.000 tonnellate di prodotto per la lavorazione. Ma non saranno sufficienti. Venerdì incontro con le istituzioni.
Notizie positive dalla ex Ferriera.La prima è stata la decisione di mettere a disposizione delle popolazioni devastate dal terremoto il container che la Protezione civile della Provincia di Arezzo aveva loro regalato nel periodo natalizio. Un bel gesto che viene dai lavoratori della Beltrame dal 27 ottobre in presidio nello stabilimento siderurgico di San Giovanni e che conoscono bene il valore e l'importanza della solidarietà.
La seconda notizia riguarda il lavoro. Nella riunione tenutasi nel pomeriggio tra le organizzazioni sindacali ed i rappresentanti della società, tra cui Ugo Pinna, la discussione, ritenuta positiva, si è incentrata sulla ripresa delle attività.
"L'azienda si è detta disponibile a mandare nello stabilimento sangiovannese per essere lavorate 25.000 tonnellate di prodotto - ha dichiarato Mauro Faticanti, segretario regionale Fiom Cgil - Non è sufficiente per permettere a tutti di riprendere a lavorare per un anno. Si potrebbe però concretizzare la possibilità di un polo di prodotti speciali che non vengono realizzati negli altri stabilimenti del gruppo. L'importante adesso è mettere nero su bianco la data della ripresa".
Per questo le organizzazioni sindacali venerdì avranno un incontro con la Regione Toscana. "È stato positivo aver discusso su come far riprendere il lavoro nello stabilimento ed agli operai. Tutti però dovranno adesso fare la propria parte. L'auspicio è che la ripresa avvenga presto. Il protocollo dunque dovrà riportare la data esatta".
L'azienda, insomma, ha parlato in termini concreti. La Regione dovrà portare avanti gli impegni che si è assunta.
Le 25.000 tonnellate di prodotto non saranno sufficienti per permettere la ripresa a tutti i lavoratori. Si parla di 14 settimane. Quindi la stessa Beltrame sta pensando anche ad alternative come ad esempio altri sbocchi sul mercato.
Quella che sembra essere stata una riunione positiva dovrà però trovare riscontri concreti nella realtà a cominciare dal protocollo d'intesa.