Giro milionario di truffe con le carte di credito. La base operativa era a Montevarchi
La polizia postale di Perugia in collaborazione con i colleghi di Arezzo ha fatto luce su un giro internazionale organizzato da una gang di nigeriani. 15 le ordinanze di custodia cautelare, 5 le denunce
Riuscivano a mettere insieme 20.000 euro al giorno grazie ad un geniale giro di truffe con le carte di credito. Per questo sono stati arrestati 14 nigeriani, dei quali 11 finiti in carcere e 4 ai domiciliari con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata all’utilizzo fraudolento di carte di credito. Uno è tuttora ricercato. La base operativa era a Montevarchi. Tra le persone finite in manette, infatti, un uomo ed una donna abitavano nella città valdarnese dove avevano anche un'attività commerciale. Il 32 enne, considerato il capo dell'organizzazione e ritenuto un esperto informatico, residente in altra zona della Toscana, era solito cambiare spesso abitazione e appoggiarsi dai connazionali montevarchini.
L'operazione “Cards & Bros” conclusa dopo un'accurata e capillare indagine condotta per oltre un anno dal compartimento di polizia postale di Perugia, in collaborazione con i colleghi di Arezzo, e coordinata dalla Procura di Perugia, ha fatto luce su una serie di truffe perpetrate in due maniere distinte. Un metodo era quello messo in atto attraverso internet. Venivano inviate mail con l'intestazione di banche o poste italiane nella quali si richiedeva i dati e codici personali per fantomatici motivi di controllo o di sicurezza. Una volta che l'ignaro utente li aveva inseriti si ritrovava il conto corrente dilapidato. L'altro metodo, invece, era la clonazione di bancomat attraverso skimmer che permettevano di riprodurre il numero della carta su un'altra 'vergine' e di riutilizzarlo.
Un giro di truffe milionario scoperto grazie ad una segnalazione da parte di una società di vendite on line in merito ad alcune anomalie nei pagamenti degli oggetti acquistati e recapitati a Gualdo Tadino in Umbria. La polizia postale ha iniziato ad indagare e sono arrivate tantissime altre denunce dal Valdarno, da tutta Italia e da Usa e Canada.
Secondo quanto appurato dalla polposta la gang di nigeriani monetizzava in diversi modi le carte e di dati ottenuti. Ed a questo pensava l'esperto 32 enne con base a Montevarchi. Il primo metodo era quello degli acquisti on line. Con nomi e numeri telefonici falsi e con le carte clonate acquistavano merce di ogni tipo che poi rivendevano. Oppure venivano effettuati acquisti in negozi complici che una volta ricevuto il denaro lo ridividevano. Infine con le stesse carte spendevano cifre da capogiro, prima che il proprietario si accorgesse dell'ammanco, in auto, abiti e gioielli di lusso, in bottiglie di champagne da 800 euro.
Oltre alle 15 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Perugia Carla Giangamboni su richiesta del pm Gemma Milani tra Montevarchi, Novara, Brescia e Reggio Emilia, sono state denunciate anche cinque persone.
Le indagini stanno continuando con l'esame dei computer sequestrati ed il vaglio di tutte le denunce presentate che saranno probabilmente inferiori rispetto al reale numero delle truffe perpetrate. Non tutti infatti, visto il prelievo massimo di 250 euro al giorno, potrebbero aver scoperto gli ammanchi.