07.04.2015  11:21

Giovane gattina, incinta, cade nella trappola dei bracconieri. Salvata e portata dal veterinario

di Monica Campani
A segnalare la sua presenza in una zona di campagna di Castelnuovo dei Sabbioni è stato il proprietario di un orto. I volontari di Pro Natura Valdarno sono intervenuti e hanno portato la gattina, tra l'altro incinta e ferita all'addome, da un veterinario


È caduta nella trappola che i bracconieri riservano a cinghiali, volpi, caprioli, ovverosia un laccio di acciaio. La gattina, giovane di circa 8 mesi e incinta, ha subito profonde lesioni all'addome ma, portata subito dal veterinario, si sta riprendendo e adesso cerca una famiglia che l'adotti.

A trovarla è stato il proprietario di un orto nella zona di Castelnuovo dei Sabbioni. I volontari di Pro Natura Valdarno sono intervenuti e dopo appostamenti sono riusciti a prendere la gattina e a portarla in un ambulatorio veterinario per le cure del caso. Gli hanno dato anche un nome: "Gaia".

"Purtroppo i lacci sono, nelle  campagne, uno dei metodi più frequentemente usati per la cattura degli animali - spiegano i volontari di Pro Natura Valdarno -  Normalmente non sono destinati ai gatti, quanto piuttosto a volpi, faine, cinghiali e caprioli. Questo, tuttavia, non cambia il fatto che oltre ad essere strumenti di caccia proibiti dalla legge, infliggono sofferenze atroci agli animali che ci restano imprigionati. Un metodo barbaro e indegno. Armi silenti, ma pur sempre armi".

Sono lacci di acciaio alla cui estremità è legato un paletto: il cappio viene sistemato nei sentieri battuti da cinghiali, altri ungulati, ma anche da volpi e gatti selvatici. I cinghiali vengono presi in genere per il collo, gli altri ungulati per una zampa. Quando l’animale prova a muoversi, il laccio inizia a stringere sempre di più fino ad amputare l'arto.

Pro Natura Valdarno ha denunciato il fatto alle autorità competenti. "Nei prossimi giorni, i volontari faranno una serie di battute e appostamenti nelle campagne cavrigliesi alla ricerca di questi illegali strumenti di tortura affinché chi li mette possa essere identificato e possa pagare la pena prevista dalla legge. Il reato è infatti punito non solo per violazione della legge sulla caccia ma anche per  maltrattamento di animali e prevede l'arresto fino a 18 mesi, pena raddoppiata in caso di morte dell’animale".

Da qui due appelli da parte dell'associazione: perchè possano arrivare segnalazioni della presenza di altri eventuali lacci simili e perchè la gattina, una volta guarita, possa essere adottata.
 

Cronaca

 
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