21.01.2019  16:00

Giornata al campo di Birkenau per gli studenti valdarnesi

di Monica Campani
Prima giornata tra gli orrori dei campi di concentramento e di sterminio della Polonia per i 14 studenti dell'Isis Valdarno


"E' avvenuto quindi può accadere di nuovo", il monito era scritto sullo striscione che la delegazione dei 550 studenti toscani ha portato all'interno del campo di concentramento e sterminio di Birkenau. Oltre a visitare la struttura i ragazzi hanno preso parte alla cerimonia in ricordo di tutti gli internati.

Anche i 14 studenti dell'Isis Valdarno che quest'anno partecipano al Treno della Memoria hanno letto i nomi dei sopravvissuti e di coloro che invece sono morti.

 

Intanto Aurora Baggiani spiega le proprie impressioni dopo la cerimonia per la consegna dei Pegaso d'oro prima della partenza.

 

Il viaggio continua: domani gli studenti saranno al campo di Auschwitz

"Vogliamo fornire attraverso la conoscenza gli strumenti per scegliere. E' il senso profondo del nostro viaggio, perché la memoria ci guidi nel presente". Questo l'invito e l'auspicio della vicepresidente della Regione Monica Barni, davanti a 550 studenti e 60 insegnanti durante la consueta cerimonia di commemorazione a Birkenau. Presenti Ugo Caffaz, i rappresentanti di maggioranza e opposizione del Consiglio regionale, l'assessore del Comune di Firenze Sara Funaro e rappresentanti delle associazioni.

"Camminare in questo luogo di sterminio - ha riflettutto ancora la vicepresidente - ci deve ricordare che nessuno può tirarsi fuori dalle proprie responsabilità personali. Questo luogo ci richiama al dovere etico della scelta, tra giustizia e ingiustizia, tra la difesa dei diritti umani o la prevaricazione e la violenza, tra la guerra e la pace; nessun essere umano è mai ininfluente o inutile. Vi invito allora fare vostro l'invito di Primo Levi - ha proseguito - a prendere posizione, a scegliere, ad uscire dal pericolo della "zona grigia" per essere pronti a riconoscere che "ogni tempo ha il suo fascismo e vi si giunge in molti modi, non necessariamente con il terrore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi la nostalgia verso un mondo in cui regnava sovrano l'ordine ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti".

Forte anche il richiamo all'attualità di Ugo Caffaz, il quale, sottolineando il monito che viene dalle ceneri di Auschwitz, ha esortato i giovani: "Non voltate mai la faccia dall'altra parte - dice - e sentitevi responsabili di ciò che accade ogni giorno. Senza memoria non c'è futuro
dice qualcuno - prosegue - ma io dico che senza memoria non c'è presente perchè è nel presente che si costruisce il futuro".

Cronaca / Cultura

 
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